L’economia e soprattutto la finanza dipendono anche dalla circolazione di moneta nel paese, indice dell’andamento dei consumi e capace di smascherare i traffici illeciti.

Peccato che qualche volta in “commercio” ci siano anche monete false. Caso emblematico è la falsificazione dei dollari da parte della Corea del Nord. Gli Stati Uniti che hanno dovuto fare uno sforzo enorme per progettare la ripartenza del paese, oggi sono preoccupati dalle conseguenza dell’avvicendamento al governo in Corea del Nord dove la guida è stata passata a Kim Jong-un, erede della carica paterna.

Il leader coreano, infatti, non ha ancora dato alcuna dimostrazione della volontà di contrastare la produzione di dollari contraffatti nel paese. Gli americani li chiamano Superdollari ma quello che impensierisce è la capacità di rendere la moneta falsa esattamente identica ai dollari veri.

In Corea del Nord si fabbricano verdoni da 100 e da 50 ma anche gli agenti anticontraffazione hanno delle difficoltà a riconoscerli. I veri dollari sono soltanto quelli prodotti dalla Federal Reserve a stelle e strisce, ma tempo fa, il regime nordcoreano è riuscito ad importare dalla Germania le stampanti usate proprio dalla FR.

La carta usata per produrre i Superdollari, una miscela di lino e cotone, è molto simile, così come è praticamente identico l’inchiostro. Per dare un’idea del volume di questo business basta dire che annualmente la Corea del Nord produce 15-25 milioni di dollari falsi.