Chiunque abbia contratto un mutuo per la casa ha imparato sulla propria pelle quanto sia incisivo il peso degli interessi. Per quanto riguarda i prestiti in euro, il tasso di riferimento principale è l‘Euribor. Esso viene calcolato giornalmente, sulla base delle transazioni finanziarie tra le maggiori banche europee (circa 50), dalla Federazione bancaria europea (Ebf). Quindi i tassi dei mutui (ma anche degli altri tipi di prestito) vengono stabiliti come Euribor più una differenza (spread) che varia da banca a banca.

Il problema nasce quando le banche non rispettano i doveri d’imparzialità, e agiscono per influenzare il tasso a seconda della loro convenienza. L’Antitrust dell’Unione europea sta conducendo un’inchiesta sui prodotti finanziari basati sull’Euribor; potrebbero finire sotto indagine dodici banche, con l’accusa di avere creato un “cartello” per manipolare il tasso. Riguardo ai prestiti in altre valute, è noto lo scandalo sul Libor (indice analogo all’Euribor, ma riferito alle banche britanniche), che ha coinvolto diversi istituti di credito, particolarmente la Barclays, la quale ha pagato una multa di 290 milioni di sterline; sempre per le manipolazioni al Libor è stato incriminato a Londra un ex funzionario di Deutsche Bank. E a New York è accusata la Bear Stearns, una controllata di JPMorgan, per aver concesso mutui a tassi impraticabili, provocando perdite agli investitori per circa 22 miliardi di dollari, quando scoppiò la bolla immobiliare. C’è anche un’indagine analoga in Italia, da parte della Procura di Trani.

Il nodo centrale della questione è la scarsa affidabilità nei controlli mostrata dalla Federazione bancaria europea. Per questo motivo è allo studio un progetto da parte della Commissione europea per togliere alla federazione questo potere, e affidare il controllo ad un organismo di diretta emanazione dell’Unione. Allo stesso modo le autorità inglesi hanno sottratto il controllo all’Associazione dei banchieri britannici.