Un nuovo accordo contrattuale nell’industria, nuove posizioni separate tra i sindacati. Il complesso e sempre critico contratto dei metalmeccanici è stato rinnovato ancora senza la firma della Fiom-Cgil, dopo quello del 2009. Infatti solo le firme di Fim e Uilm sono state apposte accanto a quella di Federmeccanica, nel patto sottoscritto per il triennio 2013-2015. Il rinnovo coinvolge 1,6 milioni di lavoratori.

Ha un bel dire il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, quando afferma: “È una cosa complicata, un po’ di esperienza in questo ce l’ho: immagino che prima o poi arriveranno anche loro, come la Cgil”. Di tutt’altro tono sono le parole del segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo: “E’ un contratto inutile perchè di una minoranza. In cambio di pochi soldi consegna alle imprese la disponibilità ai turni, agli straordinari e alla flessibilità di cui in questo momento non c’è bisogno perchè il problema oggi è tenere aperte le fabbriche”.

E il segretario della Uil, Luigi Angeletti, ribatte al “collega”: “Se fosse dipeso dalla Fiom i metalmeccanici avrebbero 600 euro in meno al mese e la parola contratto nazionale sarebbe cancellata. La Fiom spera di trovare sempre qualche governo che gli risolva i problemi. Chiede sempre leggi, ne chiederà una che impone di firmare i contratti alle aziende. Questo è il loro sogno, l’Unione sovietica in forma moderna”. Intanto la Fiom ha già messo in moto la macchina delle manifestazioni e dei cortei nelle maggiori città (foto by Infophoto).

L’accordo prevede un aumento di 130 euro in tre anni (35-45-50). Incrementate le maggiorazioni per il lavoro notturno, l’indennità di trasferta e la reperibilità. I lavoratori potranno avere flessibilità negli orari d’ingresso e uscita, le aziende avranno 16 ore in più all’anno per l’orario plurisettimanale e lo straordinario; in tal caso la retribuzione oraria sarà maggiorata del 58%. Salirà inoltre fino a 108 euro all’anno il contributo versato dalle aziende al fondo sanitario integrativo. Aumenteranno i periodi di assenza per malattia pagati al 100%, mentre saliranno all’80% quelli finora pagati al 50%.

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