Il contratto di locazione transitorio – o temporaneo – si stipula per un periodo nettamente più breve rispetto ai classici contratti di locazione ed è stato disegnato per rispondere a specifiche necessità.

Affinché si possa parlare di contratto di locazione transitorio occorre dunque essere in presenza di alcuni requisiti specifici: la durata dell’accordo, ad esempio, deve riguardare un minimo di trenta giorni e un massimo di diciotto mesi; questo tipo di contratto, in quanto pensato per esigenze di natura temporanea (come può essere un impegno lavorativo oppure di studio), non può essere rinnovato se non trasformandolo in un contratto di locazione ordinario (ossia quattro anni più eventuali altri quattro). Per questo tipo di contratti la legge prevede che sia versato, all’atto della stipula, un deposito cauzionale (che sarà restituito al termine del contratto) che va da un minimo di due ad un massimo di tre mensilità.

Contratto di locazione transitorio: il canone

Il contratto di locazione transitorio può essere stipulato sia a canone libero sia a canone concordato. Nel primo caso locatore e locatario concordano liberamente il canone di locazione mensile; nel secondo caso esso è stabilito da accordi territoriali. Nelle città metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania il contratto di locazione transitorio si può stipulare solo attraverso la modalità del canone concordato-agevolato.

Contratto di locazione transitorio: imposte di registrazione

Per quanto riguarda le imposte di registrazione (quest’ultima deve avvenire entro trenta giorni dalla stipulazione del contratto), esse ammontano al due per cento del canone annuo (spese condominiali escluse, a meno che esse non rientrino nel canone) e devono partire da un minimo di 67 euro. Le imposte di registrazione del contratto di locazione transitorio andrebbero divise al 50 per cento tra conduttore e locatore ma la spesa può essere suddivisa in maniera differente, in base agli accordi presi.

Contratto di locazione transitorio: scioglimento anticipato

Il contratto termina naturalmente alla scadenza ma possono verificarsi dei casi in cui può avvenire lo scioglimento anticipato. Quest’ultimo non può avvenire per mano del locatore dell’immobile (ossia da parte del proprietario) mentre può avvenire nel caso sia richiesto dall’inquilino. Chi abita l’immobile può chiedere lo scioglimento anticipato del contratto di locazione transitorio inviando una comunicazione scritta con raccomandata A/R e con almeno tre mesi di preavviso. Nella richiesta deve essere indicato il motivo per cui si chiede la disdetta anticipata del contratto.