Il contratto di locazione commerciale è improntato a regolare tutti gli aspetti normativi che intercorrono tra il locatore – un soggetto che mette a disposizione di un altro un immobile destinato ad un uso diverso rispetto a quello abitativo (commerciale, appunto) – e il conduttore – il soggetto che può godere dell’immobile stesso, dietro il pagamento di un canone predeterminato dalle parti.

Il contratto di locazione commerciale ha una disciplina parzialmente diversa rispetto a quella che regola il contratto di locazione ad uso abitativo e viene in genere redatto seguendo uno schema imposto dalla legge (in cui alcuni punti sono improrogabili mentre altri possono essere modificati su accordo delle parti). Il contratto di locazione commerciale può essere stipulato anche con scrittura privata e successivamente sottoposto a registrazione.

Contratto di locazione commerciale: come si redige

Nell’ambito di uno schema più o meno comune di contratto di locazione commerciale, i punti di devono essere presenti all’interno dell’accordo, e che le parti devono congiuntamente firmare, sono i seguenti:

  • i dati principali di locatore e conduttore (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza/domicilio, codice fiscale, dati sull’iscrizione al registro delle imprese, eventuali dati della persona legale rappresentante);
  • nella premessa si specifica che il locatore è il proprietario dell’immobile (e qui si specificano anche i dati sull’immobile: indirizzo, superficie complessiva, dati catastali), che il conduttore intende prendere in locazione l’immobile per esercitare attività commerciale, che l’immobile rispetta tutti i requisiti imposti dalla legge in materia edilizia ed urbanistica;
  • seguono poi tutti i dettagli del contratto, in cui devono essere indicati i seguenti punti necessari: l’oggetto (locazione ad uso commerciale dell’immobile fra le due parti coinvolte), la durata della locazione, l’importo del canone annuo (con modalità e tempistiche di pagamento, indicazioni in merito all’aggiornamento del canone stesso, soggetto all’andamento dei dati Istat, indicazione sul deposito cauzionale), l’imposizione della destinazione d’uso dell’immobile – che non può essere modificata se non dietro esplicito consenso da parte del locatore -, indicazioni in merito agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria all’interno dell’immobile, indicazioni in merito a sublocazione migliorie e addizioni, indicazioni su recesso ed eventuali clausole risolutive espresse, come modificare le clausole del contratto, spese di registrazione ed eventuale elezioni di domicilio per ricevere comunicazioni;
  • nella parte finale del contratto di locazione commerciale viene indicato il foro competente a conoscere le cause in merito allo stesso e vengono in conclusione apposti luogo, data e firma di entrambe le parti.