Arrivano novità in materia di contratti per servizi di telefonia e pay-tv. Il Parlamento fisserà infatti il periodo massimo lungo il quale le aziende potranno vincolare i clienti (quasi certamente un periodo massimo di ventiquattro mesi, ossia due anni). Si tratta di un modo per evitare che le aziende, attraverso offerte promozionali miranti a “catturare” i clienti, finiscano poi per rendere i contratti vincolanti per un periodo temporale eccessivo, a tutto discapito della concorrenza.

Il disegno di legge sulla Concorrenza è già stato votato dalla Camera dei deputati e adesso dovrà essere esaminato dal Senato. Sarebbero proprio le offerte ad essere finite nel mirino del legislatore: esse tenderebbero infatti a cercare di trattenere il cliente il più a lungo possibile, con contratti che non permetterebbero di svincolarsi molto facilmente – o in modo economico – prima di un certo periodo di tempo. Il metodo per far firmare contratti di questo tipo ai clienti di telefonia e pay-tv sarebbe proprio quello di proporre offerte iniziali assai vantaggiose, con lo scopo di attirare nuovi abbonati.

Proprio per tutte queste ragioni, la durata massima dei singoli contratti per servizi di telefonia e televisione a pagamento non potranno superare i due anni (ventiquattro mesi). Si tratta di un periodo massimo che in realtà è già stato introdotto dal Garante per le Comunicazioni ma che adesso dovrà trovare una conferma legislativa grazie all’intervento del Parlamento. La nuova normativa dovrebbe imporre anche uno stop alla doppia fatturazione: le aziende che mettono a disposizione del cliente uno smartphone oppure un decoder, infatti, possono prolungare il pagamento rateale degli stessi anche oltre i ventiquattro mesi massimi stabiliti per il contratto di servizio. La doppia fatturazione sarebbe legata al fatto che vi è una fattura per l’erogazione dei servizi e una fattura per il pagamento rateale di smartphone, decoder o altri dispositivi messi a disposizione dell’abbonato.