Il ministro Fornero ha deciso di modificare il mercato del lavoro introducendo il contratto unico, è questa la novità più grande. Lunedì si attende il tavolo operativo con Monti per capire come andare avanti. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali è deciso ad andare fino in fondo per mettere un punto alla frammentazione dei contratti – l’Istat ne conta circa 48 – e arrivare al contratto unico. Una forma contrattuale che tutela i lavoratori senza ridurne la mobilità.

Dopo tre anni dall’ingresso con forme simili all’apprendistato, per tutti il tempo indeterminato. L’idea è questa, ma che fine fanno gli altri contratti di lavoro? Ne verrà scoraggiata l’adozione attraverso una forma di tassazione particolare.

In pratica, con una ricerca condotta nel 2008 è stato visto che la maggior parte delle aziende preferisce assumere a tempo determinato per non prendersi delle responsabilità nei confronti dei lavoratori. Ma poi i contratti che stipulano non vanno oltre i 25-30 mila euro annui.

In pratica per chi ha un lavoro che in termini di fatturato lordo non supera i 25 mila euro, non potrà più essere assunto a tempo determinato ma soltanto con il contratto unico. L’idea è quella di fare in modo che il contratto diverso da quello unico diventi un lusso per le aziende, fatta eccezione, ovviamente per i contratti stagionali.