Continua senza sosta la corsa della benzina e monta la protesta da parte delle associazioni dei consumatori. In alcuni distributori del Centro Italia oggi la verde ha toccato 1,9 euro al litro, un incremento del 25,8% rispetto agli 1,51 euro al litro dello stesso periodo dello scorso anno. Il Codacons sottolinea che un pieno di benzina costa in media 19,5 euro in più rispetto a 12 mesi fa e chiede che il ministro Corrado Passera convochi immediatamente, ad un unico tavolo di confronto, le associazioni di rappresentanza delle compagnie petrolifere, quelle dei gestori degli impianti e le associazioni di consumatori. Scopo: “stabilire regole ben più efficaci di quelle ridicole e per certi versi offensive attualmente previste nel decreto sulle liberalizzazioni”.

Le aree di intervento

Il Codacons fa alcuni esempi di possibili aree di intervento. In primo luogo con riferimento alla cartellonistica: il Governo invece di eliminare semplicemente i millesimi ha pensato di rendere necessario un decreto per stabilire “le modalità di evidenziazione e di pubblicizzazione dei prezzi presso ogni punto vendita di  carburanti, delle prime due cifre decimali rispetto alla terza,  dopo  il  numero intero del prezzo in euro praticato nel punto vendita”. Un’inutile complicazione per l’associazione dei consumatori.

Per il Codacons persino l’ordine di indicazione dei prezzi è sbagliato, dato che nel decreto legge 24 gennaio 2012,  n. 1, l’ordine è:  gasolio, benzina, GPL, metano. Ma secondo gli ultimi dati Aci disponibili, nel 2010 c’erano 22.842.423 auto a benzina  e 13.900.106 auto a gasolio. E’ evidente, quindi,  che semmai l’ordine dovrebbe essere prima benzina e poi gasolio.

Inoltre le insegne vanno rese obbligatoriamente luminose, vanno poste in alto vicino all’insegna del distributore e le sanzioni attualmente previste per chi non aggiungerà, entro il 31 dicembre 2012, la modalità  di  rifornimento senza servizio, vanno applicate anche per il mancato adeguamento della cartellonistica.