Il debito dell’Italia non cala e il prossimo anno toccherà il “picco” a 133,8%.
La disoccupazione rimarrà al 12,6% per i prossimi due anni e il Pil quest’anno chiuderà a -0,4%.
Lo scrive la Commissione Ue nelle stime economiche autunnali, ricordando che dopo “le misure addizionali annunciate lo scorso ottobre” ora il deficit nel 2015 è invece previsto al 2,7%: un livello, spiega Bruxelles, “sostenuto dal calo della spesa per interessi”.
Nel 2016 il deficit scenderà al 2,2%.

Debito verso nuovi record. “Nel 2013, grazie al nuovo metodo di calcolo, il debito italiano è sceso a 127,9%”, ma nel 2014, “a causa del Pil piatto e dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione” toccherà quota 132,2%, per raggiungere nel 2015 il “picco” a 133,8%.
Nel prossimo anno la spesa primaria farà registrare un leggero aumento, scrive la Commissione, e nonostante un ulteriore taglio del cuneo fiscale le entrata aumenteranno soprattutto per effetto di una ripresa della tassazione delle imprese e ai maggiori introiti garantiti dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie.

Ripresa blanda all’orizzonte. L’inflazione, si legge nell’analisi, quest’anno sarà allo 0,2% (0,7% le stime di primavera), per salire allo 0,5% nel 2015 (1,2%) e al 2% nel 2016.
I consumi “dovrebbero beneficiare delle misure di sostegno al reddito” previste dalla legge di Stabilità e “della positiva attuazione del processo di riforme”.
La domanda estera, dopo un’ulteriore rallentamento nel 2014, “farà da traino a una fragile ripresa nel 2015”.
Secondo la Commissione, infatti, il prossimo anno inizierà una “ripresa blanda” che si rafforzerà nel 2016, grazie all’aumento della domanda dall’estero e ai tassi di cambio contro l’euro più bassi.
Il tasso di disoccupazione, scrive l’esecutivo Ue, “resta elevato ai suoi livelli storici”: le stime autunnali della Commissione prevedono una disoccupazione al 12,6% sia per il 2014, sia per il 2015.