Ecco la fotografia, scattata dall’Istat sui conti pubblici italiani. I risultati ovviamente confermano che nell’anno passato il paese è restato sotto il famigerato tetto del 3%. Se non si considerassero le operazioni di Swap saremmo al di sotto di questo limite: 2,8% (un valore in diminuzione rispetto dello 0,1% nei confronti dell’anno precedente. La pressione fiscale, nel 4° trimestre 2013 è stata del 51,5% (-0,3% rispetto al 4° trimestre 2012).

Nel 4° trimestre l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche – siamo sempre in rapporto al Pil – è arrivato all’1,1%, (-0,4% punti percentuali in confronto al 4° trimestre 2012). Sempre positivo il saldo primario – ovvero la differenza tra le entrate e le spese delle amministrazioni pubbliche -: è pari a 16,765 miliardi di euro. E’ pari al 4,1% del Pil (-0,1% in rapporto al 4° trimestre 2012). In nero anche il saldo corrente (ovvero la differenza tra entrate correnti - tributarie e non – e le spese correnti) per 5,003 miliardi di euro (era pari a 9,153 miliardi nel 4° trimestre 2012), con un’incidenza sul Pil dell’1,2%.

Le uscite totali si sono ridotte del 2,2%, per un’incidenza rapportata al Pil del 56,7% (eravamo al 57,9% nel 4° trimestre dell’anno precedente). Le uscite correnti segnano un -0,1%, mentre quelle in conto capitale hanno subito un tragico -26,5%. D’altra parte le entrate totali sono scese dell’1,4%.

Nel 4° trimestre, le entrate totali sono diminuite,dell’1,4% e rappresentano il 55,7% del Pil (-0,7% in confronto al 4° trimestre del 2012). Le uscite totali invece sono calate dello 0,5% rispetto all’anno precedente (rapporto stabile con il Pil al 50,6%).


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