La manovra economica di Tremonti ottiene l’applauso di tutti i leader dell’Unione. Non ultima la considerazione di Angela Merkel sulla necessità di approvarla in tempi brevi.

 Proprio per questo motivo la spinta sull’acceleratore sta mettendo in secondo piano alcuni contenuti importanti.

Dopo l’ammortamento per le aziende che dovrebbe rastrellare circa 218,4 milioni di euro nell’anno d’imposta in corso, si cercano tutti gli strumenti per rimpinguare le casse dello Stato e arrivare in pochi mesi al giro di boa del pareggio di bilancio.

Uno degli elementi portati in campo dalla maggioranza è il contenzioso tributario che, per definizione, indica il procedimento giurisdizionale che oppone il contribuente all’amministrazione. I contenziosi a cui si riferisce la manovra, sono quelli tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate.

La possibilità che il Governo offre ai contribuenti è quella di sanare le controversie pendenti al 1° maggio. Il limite è per le cause fino a 20 mila euro. Ai contribuenti in causa con le Entrate si offre un costo-opportunità: qualcosa dovrà pur sempre essere pagato, ma la quota è ridotta.

Per i contenziosi fino a 2 mila euro se ne pagheranno circa 150; oltre questa soglia saranno dovuti all’erario il 10% della multa se il contribuente ha vinto, il 50% se ha perso e il 30% se non si è ancora pronunciato.