Perché siamo arrivati alla scelta di Antonio Conte? Non è stato un colpo di testa di Antonio Tavecchio. La trattativa è stata molto veloce, perché a quanto sembra la prima telefonata al tecnico salentino è partita solo dopo l’elezione del capo dei dilettanti ai vertici della Federcalcio, ma già subito dopo il fallimento dei mondiali brasiliani gli uomini marketing Figc avevano capito che ci voleva l’uomo giusto alla guida della Nazionale pe non rischiare la fuga degli sponsor

Ci sarebbe voluta un uomo di appeal, anche perché il biennio che porterà all’Europeo 2016 rischia di avere scarsa appetibilità per gli inserzionisti pubblicitari, visto il girone di qualificazione molto facile che salvo suicidi tecnici a ripetizione dovrebbe portare la nostra Nazionale in Francia senza grossi patemi.

Questa scelta si accoppiava perfettamente alla necessità di Tavecchio di presentarsi bene dopo una campagna elettorale caratterizzata da una serie di gaffe – per non dire peggio – mostruosaLa Federazione ha siglato, anche in vista dei recenti Mondiali, intese con Tim, Compass e Fiat - i tre top sponsor -, oltre a Uliveto, Dolce e Gabbana, Generali, Pai, Nutella, Alitalia e Garnier Fructis. Buona parte dei contratti firmati sono in scadenza alla fine del 2014.

Con Conte Ct, la Federazione spera di mantenere buona parte dei suoi partner commerciali, o in alternativa di vendere all’estero” il marchio-Italia. Un concetto che il presidente della Lega B, Andrea Abodi, spiega così: “Il discorso è semplice: riuscirà Conte a far incassare alla Figc più di quanto viene speso? Siccome sarà così, l’operazione ha un vantaggio economico oltre che tecnico“.

Nel budget 2014, i ricavi dagli sponsor e più in generale dalla pubblicità sono pari a 38 milioni di euro e rappresentano circa un quarto del bilancio complessivo. La principale voce di bilancio dopo i circa 68 milioni di euro dei contributi Coni – che andrebbero spesi soprattuto per l’attività dilettantesca e la promozione giovanile. Un calo visto della voce pubblicità avrebbe messo in ginocchio la Federcalcio, ponendo più di un problema per la rifondazione del calcio italiano.

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