Il 2012 sarà un annus horribilis per i consumi in Italia. Parola di Censis-Confcommercio, che in un rapporto presentato oggi rilevano come lo scenario attuale di rincari e tasse renda quasi impossibile prevedere una ripresa dei consumi nei primi mesi dell’anno. Sarà dunque inesorabile vedere un calo dei consumi delle famiglie del 2,7%.

Dall’Osservatorio Censis-Confcommercio su credito, consumi, clima di fiducia e aspettative delle famiglie e delle imprese, è emerso un clima di fiducia in calo, ridotte capacità di risparmio e spese obbligate in aumento, che insieme definiscono un quadro congiunturale molto difficile. Nei primi mesi del 2012 sarà quasi impossibile prevedere una ripresa effettiva dei consumi già da lungo tempo in una fase stagnante. Anzi, il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, ha definito il 2012 “il peggior anno dal dopoguerra ad oggi”. “La pressione fiscale in aumento e i prezzi ormai fuori controllo dei prodotti energetici e delle utenze domestiche – ha detto Bella – non fanno altro che accelerare la recessione in atto diffondendo un clima di insicurezza per il futuro in molte famiglie a basso reddito e spingendo ad un atteggiamento di forte cautela anche le famiglie con buone o elevate possibilità di spesa”.

Uno scenario difficile anche per le imprese, la cui fiducia è ai minimi del 2004. “Le imprese – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio Studi – si trovano a fronteggiare sempre il problema enorme dell’accesso al credito che necessita di una risposta forte da parte delle istituzioni”. A Bella ha fatto eco il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, che ha sottolineato come i consumi diminuiscono perchè assorbiti sempre più in larga parte da carburanti, tasse e tariffe. Roma si è poi soffermato sul tema dell’Imu: “secondo il Censis, a fine anno i valori delle case si ridurranno del 20% con punte superiori al 50%”. “Per far fronte alla nuova tassazione le famiglie – ha concluso Roma – venderanno le seconde case”.

Non sono diverse le previsioni diffuse sempre oggi dal Codacons, che dopo l’allarme lanciato da Confcommercio, ha denunciato gli effetti disastrosi che comporterà il nuovo rincaro dell’Iva previsto per ottobre. “L’aumento delle aliquote dal 21 al 23% e dal 10 al 12% – ha spiegato l’associazione – determinerà una vera e propria stangata per le tasche dei cittadini, con aggravi di spesa su base annua che vanno dai 546 euro annui per la famiglia media (pari a 2,6 persone), agli 866 euro per una famiglia composta da quattro persone, fino ad arrivare ai 1.082 euro nel caso di un nucleo familiare composto da cinque persone”. La stangata in arrivo con le nuove aliquote Iva, secondo il Codacons, determinerà una ulteriore contrazione dei consumi in tutti i settori con conseguenze pesantissime per il commercio al dettaglio e la chiusura di migliaia e migliaia di esercizi commerciali.