L’autorità italiana di controllo per le società e la Borsa (Consob) ha reintrodotto il divieto di vendite allo scoperto sui titoli bancari e assicurativi. Lo si apprende da una nota dell’autorità. Il provvedimento ha efficacia dalle ore 13:30 di oggi e resta in vigore per tutta la settimana fino alle ore 18:00 di venerdì 27 luglio. Il divieto riguarda sia le vendite allo scoperto assistite dal prestito titoli (“covered”) sia quelle “nude”, già vietate da una precedente delibera dell’11 novembre 2011. “Gli intermediari – si legge nel documento – sono tenuti ad adottare tutte le misure e le cautele necessarie al più rigoroso rispetto della delibera”.

I titoli bancari-assicurativi sui quali viene applicato il provvedimento della Consob

L’elenco dei titoli bancari-assicurativi sui quali viene applicato il provvedimento della Consob comprende: Azimut Holding, Banca Carige, Banca Finnat, Banca Generali, Banca Ifis, Banca Intermobiliare, Banca Monte Paschi Siena, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare Etruria e Lazio, Banca Popolare Milano, Banca Popolare Sondrio, Banca Profilo, Banco di Desio e Brianza, Banco di Sardegna Risp, Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni, Credito Artigiano, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Fondiaria – Sai, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mediolanum, Milano Assicurazioni, Ubi Banca, Unicredit, Unipol, Vittoria Assicurazioni.

“Finalmente, con gravissimo ritardo, la Consob si è decisa a reintrodurre il divieto di vendite allo scoperto sui titoli del settore bancario e assicurativo”. Così recita una nota diffusa da Federconsumatori a proprosito della decisione presa dalla Commissione. “Un provvedimento – prosegue il comunicato – che invocavamo da tempo, che contribuirà a fare chiarezza sul mercato del risparmio. Di certo tale operazione non può limitarsi ad essere in vigore fino a venerdì. Per contrastare in maniera efficace le speculazioni che, come purtroppo abbiamo visto, hanno creato e continuano a creare enormi danni all’economia ed ai mercati, è indispensabile cancellare dal calendario ogni data di scadenza del divieto per le operazioni di short selling. Divieto che deve diventare, a nostro avviso, stabile e permanente”, conclude l’associazione.