Il venerdì nero di Piazza Affari ha chiamato in causa anche la Consob che si è impegnata ad indagare su quanto accaduto nelle borse europee e in quella italiana, dove gli indici nostrani hanno chiuso i battenti con dei record negativi.

La Consob ha rilevato in primo luogo la tempistica dello scivolone dei nostri titoli: tra le undici e mezzo e mezzogiorno di venerdì. Ha poi confrontato il dato con quanto già accaduto il 24 maggio scorso, quando gli indici italiani hanno subito un andamento simile a quello di venerdì.

L’obiettivo quindi è stato quello di approfondire il tema dell’operatività dei titoli per capire, in soldoni, chi ha venduto e che meccanismi sono stati seguiti. Per non allarmare cittadini e consumatori, è stato spiegato che spesso chi fa trading online approfitta di questi momenti, quindi ci potrebbe essere stata una concentrazione di vendite all’inizio dei ribassi. A cui si aggiunge anche il sistema stop loss che programma le vendite dei titoli al raggiungimento di una soglia di prezzo.

Molto gioco, però, continua a farlo l’incertezza del mercato e la paura che anche l’Italia, come già accaduto al Portogallo e alla Grecia, sprofondi in una crisi economica senza precedenti. Poi tutto è diventato una catena: il progressivo ampliarsi dello spread ha dato il là alla paura della crisi debitoria dell’Italia.

La ciliegina sulla torta è rappresentata infine dall’ansia dei mercati per i risultati degli stress test sui titoli degli istituti di credito.