Un articolo del Messaggero di ieri illustra i dati relativi all’Imu sulla base delle simulazione effettuate dal Ministero dell’Economia e delle finanze. A fronte di una disponibilità del governo a ritoccare questa tassa per il 2013, resta la confusione riguardo l’entità della tassa e i destinatari del provvedimento

L’Imu somiglia molto all’Ici, ma non tutti i proprietari di un immobile che avrebbero pagato l’Ici nel 2008 dovranno versare l’Imu nel 2012. Riguardo il gettito, secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non ci sarà un grosso cambiamento.

Quel che caratterizza l’Imu è la progressività legata soprattutto ai redditi dei proprietari e alle rendite catastali che oggi, non essendo ancora tutte aggiornate, non rispecchiano le peculiarità delle case.

Mediamente si pagheranno circa 194 euro, ma gli importi scendono al di sotto della media per chi ha redditi Irpef che non superano 10 mila euro. Il valore sale al crescere del reddito e si arriva anche a superare i 550 euro per chi ha redditi superiori ai 120 euro annui.

Anche se vista in quest’ottica, non cambia molto per i proprietari di una prima casa, tra Ici e Imu, il dibattito si concentra proprio sulle abitazioni principali. Tutti, però, sanno che i maggiori introiti arriveranno dagli immobili commerciali.

Contribuiranno poco, in proporzione, seconde e terze case. I possibili aggiustamenti previsti nel 2013, non sono ancora stati definiti.