La Cina sta rallentando la sua corsa economica ma questo non compromette il suo essere comunque un’opportunità per le aziende italiane. A dirlo non sono delle statistiche qualsiasi ma uno studio portato a termine da Confindustria

Il rallentamento dell’economia cinese, sotto esame da quando la crisi è entrata nel vivo, ha fatto preoccupare non poco gli investitori che hanno visto decrescere sotto i loro occhi, la domanda di certi prodotti cardine della finanza nazionale.

Eppure, forse, non c’è da preoccuparsi così tanto, soprattutto stando a quanto detto da Confindustria. Il fatto è che la Cina può anche rallentare ma rappresenterà ancora per un po’ il punto di riferimento per il mercato mondiale e per le imprese italiane.

Il Centro studi di Confindustria, infatti, ha calcolato l’aumento costante della produttività del lavoro in Cina che dal 2005 al 2011 è cresciuta dell’84 per cento, un tasso medio annuo del 10,7 per cento.

Queste performance sono state determinanti per generare delle risorse economiche utili ad incrementare le retribuzioni. Adesso però, l’economia cinese sta entrando in una fase economica che potremmo considerare più matura per il ritmo di crescita ed espansione e per le prospettive di sviluppo.

Gli obiettivi di avanzamento del PIL fissati dal governo di Pechino tradiscono comunque la voglia di occupare ancora un posto di rilievo nello scacchiere internazionale. Ecco quindi che le imprese italiane che cercano nuove opportunità di business, possono comunque rivolgersi al Dragone.