Dopo la fine delle scadenze relative alla presentazione del modello di dichiarazione 730, s’inizia a parlare dell’UNICO PF che dovrebbe aspettare i contribuenti al varco entro il 9 luglio. La presentazione dell’Unico, ogni anno, è accompagnata dagli studi di settore. 

Quest’anno gli studi di settore, come annuncia anche l’Agenzia delle Entrate, saranno a misura di crisi. Per capire cosa vuol dire ci siamo affidati alle spiegazioni fornite da Confcommercio sul suo sito ufficiale.

Praticamente l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti ben 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti per gli studi di settore relativi all’anno d’imposta 2011. Questi modelli sono parte integrante del modello Unico 2012.

I 206 modelli sono ripartiti in questo modo: 51 studi per il settore della manifatture, 61 studi per il settore dei servizi, 24 studi per i professionisti e 70 studi per il commercio. Il bello è che la modulistica in questione è stata “adeguata al momento di crisi economica”.

Il che vuol dire che terrà conto delle modifiche ai 206 studi di settore previsti dal decreto ministeriale di aprile 2012, con tutti gli interventi correttivi del caso. Un occhio di riguardo è stato dato ai contribuenti definiti ex minimi. Ecco come spiega la questione Confcommercio:

E’ stata introdotta, nelle “Modalità di compilazione” delle istruzioni, un’avvertenza specifica per i contribuenti cosiddetti ex “minimi”. In particolare, è stato specificato che i contribuenti, che nei periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010 o precedenti, hanno cessato di avvalersi del regime dei “minimi”, devono fare attenzione a fornire alcuni dati contabili, da indicare nei quadri F, G e X, senza tenere conto degli effetti derivanti dal principio di cassa, applicato nei periodi di imposta precedenti e relativo al quel particolare regime fiscale.