Sono 30,6 milioni gli italiani che quest’estate non andranno in vacanza secondo Confartigianato. A questi vanno poi aggiunti quelli che hanno diminuito i giorni di vacanza. Il motivo principale per la rinuncia alla vacanza è legato a fattori economici. Una tendenza aumentata del 33,1% in dieci anni, per una perdita di presenze nelle strutture turistiche del 9,9% rispetto ai primi tre mesi del 2012. Ad incidere è soprattutto il rincaro dei trasporti a causa dell’incremento delle accise sui carburanti.

L’impatto del rialzo della benzina

I dati di Confartigianato evidenziano che mettersi in viaggio costa quest’anno il 12,7% in più rispetto a giugno 2011. Il caro-vacanze si fa sentire soprattutto per il costo del gasolio, aumentato del 15,2%, seguito dalla benzina (+11,9%). Anche viaggiare in aereo costa di più: +10,9% rispetto all’anno scorso.

Le rilevazioni su base geografica evidenziano che quelli con minori possibilità di spesa sono i residenti in Sicilia, seguiti da pugliesi e calabresi. All’altro estremo della classifica i residenti in Lombardia, con soli 3 milioni di persone senza vacanze. Il mare si conferma come la meta preferita (49%), seguono le vacanze in montagna (12,8%) e le città d’interesse storico-culturale (10,5%). Il segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli ha dichiarato che “Preoccupazione e rilancio della competitività del settore sono l’urgenza e la ricetta” e ha concluso che “i dati testimoniano pesanti effetti sul turismo, con ovvie ricadute sulle oltre 121mila imprese italiane del settore”.