Sono 100 i miliardi che lo Stato deve alle imprese. Lo ha sottolineato oggi il presidente della Confartigianato Giorgio Guerrini, che ha evidenziato la necessità di ”attuare subito la direttiva europea sui tempi di pagamento”. Guerrini ha ribadito che sono stati fatti passi avanti, ma ”recuperare la fiducia non è facile se proprio lo Stato, per primo, non onora i suoi debiti nei confronti delle imprese e queste si ritrovano a fare da banca agli enti pubblici”.

Forte aumento della pressione fiscale

Il presidente della Confartigianato nella sua relazione annuale ha sottolineato che “negli ultimi 18 anni si sono succedute cinque proposte di riforma fiscale ma contemporaneamente il peso delle tasse è cresciuto di oltre 4 punti, passando dal 40,8% del Pil nel ’94 al 45,1% nel 2012. E, al netto dell’economia sommersa, la pressione fiscale effettiva è lievitata al 53,7%”. Guerrini ha aggiunto che ”sono numeri impressionanti: quest’anno il Pil cresce di 8 miliardi, le entrate fiscali di 46”.

Altro grosso problema è la burocrazia. “Oggi le aziende italiane bruciano 23 miliardi l’anno in oneri amministrativi, pari a 1 punto e mezzo di Pil”, si è lamentato il presidente di Confartigianato. Guerrini ha specificato che “ogni impresa deve dedicare a pratiche e scartoffie 86 giorni l’anno. Soltanto in questa legislatura sono state varate 222 norme fiscali ad alto tasso di complicazione, una ogni 6 giorni”. E inoltre, ha detto ancora il presidente di Confartigianato, “parlando di assurdità burocratiche, non si può non citare quello che è diventato ormai un simbolo delle cose da non fare: il Sistri, il famoso sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Il Sistri non va cambiato: va eliminato! E va sostituito con un sistema sostenibile, aderente alla realtà, flessibile, semplice e poco costoso”.