Fedele Confalonieri non risparmia le critiche nei confronti dei colossi del web. Durante l’assemblea con gli azionisti, il Presidente del gruppo Mediaset ha dichiarato che Google, Facebook e Amazon sarebbero pirati del web e degli elusori fiscali, paragonandoli a dei coloni. “Producono ricchezza in Italia ma la portano altrove e non pagano le tasse: a noi questa sembra una forma di neocolonialismo”, così Confalonieri si scaglia nuovamente contro i giganti della rete e, come tutti sappiamo, non è la prima volta che attacca Mountain View.

“Esiste un tema di tassazione per cui Google, Facebook e Amazon generano utili in Italia ma non pagano qui le tasse”. Confalonieri vuole difendere l’obiettivo della web tax sottolineando quanto fosse “giusto colpire forme moderne ma non per questo meno odiose di evasione”. Già nel 2008 Mediaset aveva iniziato una lunga battaglia legale contro Google e YouTube, causa tutt’ora in corso, che riguarda la violazione dei diritti d’autore: il Biscione contestava la pubblicazione di oltre 65mila filmati coperti da copyright ma ugualmente diffusi in rete per un danno, a detta di Mediaset, che si aggira attorno agli 800 milioni di euro. Ricordiamo anche che nel frattempo Italia On Line ha subito una condanna per lo stesso motivo.

“Dopo un periodo di necessari risparmi abbiamo voglia di tornare a investire innanzi tutto nel core business perché siamo consapevoli che tutto parte dai contenuti e su questo bisogna essere aggressivi come abbiamo fatto per la Champions League. Adesso il mercato è più equilibrato”. Così Confalonieri tocca anche alcuni punti fondamentali per il gruppo Mediaset, che ha iniziato questo 2014 con un raccolta pubblicitaria in calo dell’1% nel primo trimestre. “Abbiamo certamente davanti molta strada per tornare a qualcosa di simile ai livelli fatturato e redditività tipici della nostra storia”, e secondo il presidente adesso Mediaset è “sufficientemente attrezzata per cogliere opportunità industriali nel mondo della distribuzione di contenuti digitali a pagamento”, progetto confermato dallo stesso Pier Silvio Berlusconi che conferma l’intenzione di non voler vendere Premium ma di volerlo sviluppare ulteriormente anche con un eventuale partner industriale.

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