La crisi e il caro-vita fanno esplodere la domanda di affitti in condivisione in Italia, con le richieste che sono pressoché triplicate da un anno all’anno. Un fenomeno che investe sempre più i giovani lavoratori. E’ questa l’istantanea suoi nuovi stili abitativi dei giovani italiani scattata dall’ufficio studi di idealista.it, portale di annunci immobiliari. E per la prima volta da quando questo indice viene rilevato (2007), i lavoratori alla ricerca di coinquilini supera gli studenti.

Secondo l’indagine di idealista.it estesa quest’anno a 12 città campione il popolo dei conviventi ha un’età media 28 anni – a Roma si arriva addirittura a 30 -,  generalmente non fuma, non possiede né ammette animali domestici e propende per aree semi-centrali ben servite o quartieri universitari delle città.

E se nelle città medie il fenomeno rimane in prevalenza studentesco, è nelle grandi città che la situazione cambia.”Nelle grandi città dove i costi abitativi sono più elevati – commenta Vincenzo De Tommaso, responsabile ufficio studi idealista.itla condivisione si va affermando tra i lavoratori alle prese con il contenimento delle uscite mensili e alla ricerca di soluzioni più flessibili per la propria condizione, spesso di precari”.

Ma veniamo ai costi. Per affittare una stanza in Italia si spendono in media circa  360 euro al mese, un po’ meno rispetto allo scorso anno (-2,7%). Una tendenza ribassista che riguarda tutte le grandi città. Milano si conferma anche quest’anno la città più cara nonostante una flessione del 2,7%, che fissa il prezzo per la stanza a 425 euro al mese, fino ad un massimo di 750 euro nelle zone più ambite dagli utenti (Navigli-Bocconi e Garibaldi-Porta Venezia) o per particolari soluzioni lussuose. Nella capitale, dove l’offerta di questo genere di soluzioni abitative è cresciuta del 31% nell’ultimo anno, il prezzo medio per una stanza si attesta a 423 euro al mese con un lieve calo dell’1% rispetto ai valori di un anno fa.