Ennesimo calo nelle richieste di mutui, al 31 marzo si era arrivati al 9% in meno rispetto all’anno precedente. Evidente il rallentamento rispetto al -52% a due anni e al -53% a quattro anni (i dati sono del Sistema di Informazioni Creditizie di Crif, che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni). Forse quindi siamo arrivati a toccare il fondo della crisi… Ovviamente il mercato immobiliare non poteva non essere colpito da una crisi che ha dimezzato la propensione al risparmio degli italiani – per non parlare di quelli che hanno perso il lavoro, ed alle preoccupazioni sul futuro di chi non è stato ancora colpito dalla crisi e comunque decide di rinviare questo investimento.

Un altro aspetto rilevante è che nell’ultimo anno sono quasi finiti nel dimenticatoio gli istituti della sostituzione o surroga di mutuo: un canale che negli anni passati aveva permetto a tante famiglie di rinegoziare le condizioni del proprio prestito. E così quel che resta del mercato del mattone è rappresentato soprattutto da acquisti in contati – il 60% del totale. In diversi casi si tratta di famiglie che hanno venduto appartamenti di grandi dimensioni per acquistarne di più piccoli – e usare la differenza per far fronte alle necessità.

Non è un caso visto che ormai la percentuale degli italiani che devono intaccare il patrimonio per andare avanti ha superato chi invece riesce ancora a risparmiare – siamo al 31% contro il 28…

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