Nel compilare il modello 730, o nel modificare/integrare la dichiarazione dei redditi precompilata, bisogna cercare di evitare alcuni errori comuni, per non incorrere in spiacevoli sanzioni a seguito dei controlli fiscali effettuati dall’Agenzia delle Entrate.

Figli a carico

Tra gli errori più comuni c’è quello di lasciare un figlio a carico anche se questo risulta in possesso di un reddito sufficiente a farlo ritenere autonomo dal Fisco: se il reddito complessivo risulta superiore a 2.840,51 euro il famigliare non può essere ritenuto a carico.

Cambiare azienda

Altrettanto comune, sopratutto al giorno d’oggi in cui il mercato del lavoro è piuttosto variabile, è non informare il nuovo datore dei redditi da lavoro già conseguiti nel corso dell’anno nel caso in cui si cambi azienda nel corso dell’anno. Non conoscendo l’ammontare dei redditi precedenti il datore di lavoro calcola le ritenute da applicare in busta paga solo sulla base dell’ammontare delle retribuzioni da lui stesso erogate, senza effettuare alcun conguaglio in busta paga. In fase di compilazione del modello 730 bisognerà inserire le informazioni corrette e quindi pagare la differenza delle aliquote IRPEF più basse applicate dal datore di lavoro.

 Detrazioni e deduzioni fiscali

Bisogna poi prestare attenzione alle detrazioni e deduzioni che è possibile richiedere, anche a fronte delle novità normative introdotte in merito. Tra le spese che più spesso ci si dimentica di inserire ci sono quelle relative all’istruzione dei figli, comprese le spese per la mensa. Ricordiamo che ora è possibile chiedere la detrazione fiscale anche per le spese documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori pari al 19% sul totale delle spese annue documentate, sostenute fino ad un massimo di 632 euro (detrazione massima pari a 120 euro per ciascuna dichiarazione dei redditi nel triennio di usufruibilità del beneficio).

Proprietà all’estero

Necessario poi indicare tutte le proprietà di attività immobiliari e/o mobiliari possedute, senza dimenticare quelle all’estero per cui si è soggetti ad Ivie o Ivafe o semplicemente agli obblighi di monitoraggio connessi alla compilazione del quadro Rw.

 Locazioni

Altro errore frequente è quello di non inserire nella dichiarazione redditi i canone da locazione non pagati dall’inquilino in assenza della convalida di sfratto al momento della compilazione del modello 730: questi vanno indicati comunque, anche se non percepiti, finché non si abbia la convalida di sfratto. In caso di possesso di immobili dati in locazione è inoltre necessario ricordarsi, nel caso in cui si sia optato per la cedolare secca, di evidenziare il codice di locazione agevolata in base agli accordi territoriali di cui all’articolo 2 c. 3 della L. 431/1998, o se l’immobile è riconosciuto di interesse storico o artistico, altrimenti si rischia di vedersi applicare un’aliquota più alta.

Crediti di imposta

Bisogna infine ricordarsi di comunicare dell’utilizzo dei crediti di imposta per l’anno precedente a compensazione di altri tributi, per non perdere i benefici.