Il business delle grandi compagnie telefoniche non si basa tanto sul traffico, ma sui contratti firmati strisciando semplicemente il dito sul display e sui servizi ai richiesti che il cliente si ritrova a dover pagare senza averne mai fatto richiesta. Bollette gigantesche e inspiegabili. Banner pubblicitari poco chiari. Almeno fino a oggi. L’Antitrust ha deciso infatti di vederci molto chiaro, per appurare se ci siano i margini per parlare di raggiro del cliente.

Quattro le istruttorie aperte contro VodafoneWindTelecomH3G su esposti presentati dal Codacons. Le accuse parlano di utilizzo di “pratiche commerciali scorrette e violazioni dei diritti dei consumatori”. Vediamo nel dettaglio cosa dicono i quattro avvisi di avvio procedimento.

“Sarebbero state attuate le seguenti condotte da parte delle compagnie telefoniche: omissione di informazioni rilevanti e/o diffusione di informazioni non rispondenti al vero circa l’oggetto del contratto di telefonia mobile (in particolare, l’abilitazione dell’utente alla ricezione di servizi a pagamento durante la navigazione in mobilità, le caratteristiche essenziali, le modalità di fornitura e di pagamento dei suddetti servizi, nonché circa l’esistenza del c.d. blocco selettivo e la necessità per l’utente di doversi attivare mediante una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco”.

“L’implementazione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un sistema automatico di trasferimento del numero di telefono dell’utente (cd. “enrichment”) dal gestore ai Content Service Provider (CSP), che editano i contenuti digitali a pagamento e il successivo automatico addebito del servizio sul credito telefonico dell’utente senza che quest’ultimo abbia mai inserito il proprio numero telefonico o si sia, in altro modo consapevole, reso riconoscibile”.

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi aggiunge: “Sono servizi che gli utenti non avevano mai richiesto, che si ritroveranno a pagare loro malgrado. Se saranno accertati comportamenti scorretti e violazioni dei diritti dei consumatori, avanzeremo azioni risarcitorie nei confronti delle quattro società telefoniche”.