(Finanza.com) Dietro il recente calo dei prezzi delle materie prime c’è il rafforzamento del biglietto verde. È quanto rilevano gli analisti di UniCredit nel Commodity Market Update. Il report evidenzia che nonostante le indicazioni migliori delle attese arrivate dal mercato del lavoro statunitense, i metalli preziosi e quelli industriali sono stati penalizzati dalla “rinnovata forza del biglietto verde, che ha favorito le vendite da parte degli speculatori”. “La cautela degli investitori è inoltre attribuibile alle elezioni statunitensi e al nuovo assetto di potere in Cina”.

Tra i preziosi, “il prezzo dell’oro venerdì scorso ha perso più di 30 dollari per oncia e il nuovo supporto è in quota 1.680 dollari”. Un ulteriore calo potrebbe portare i prezzi “in direzione della trend-line di consolidamento in quota 1.610”. “Un sostegno arriva dagli acquisti da parte dei fondi Etf”. UniCredit Research nel quarto trimestre 2012 e nei primi tre mesi del 2013 stima l’oro a 1.800 dollari mentre il prezzo medio 2013 è pronosticato a 1.900 dollari.