L’economia europea rimane fragile. Un graduale ritorno a una moderata crescita è tuttavia atteso nella prima parte del 2013, con un rafforzamento ulteriore nel corso del 2014. Lo rivela l’ultimo outlook autunnale 2012/14 diffuso oggi dalla Commissione europea. Secondo le stime snocciolate dall’esecutivo guidato da Barroso il Prodotto interno lordo (Pil) nell’Unione europea dovrebbe contrarsi dello 0,3% nel 2012 e dello 0,4% nella zona euro. Nel 2013 la crescita dovrebbe attestarsi a +0,4% nell’Ue e a un +0,1% per l’eurozona. La disoccupazione continuerà a rimanere elevata. Secondo Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari, l’Europa deve continuare a combinare politiche di bilancio solide e riforme strutturali, per creare le condizioni per una crescita sostenibile in grado di ridurre la disoccupazione, che al livello attuale è troppo elevata.

Nelle previsioni economiche autunnali odierne la Commissione europea si mostra più pessimista sull’Italia: nel 2012 l’economia italiana si contrarrà del 2,3% in scia alla pesante caduta della domanda interna, soprattutto negli investimenti. Nel 2013 la flessione del Pil dovrebbe tuttavia essere più contenuta (-0,5%). Ma per vedere una ripresa in Italia bisognerà attendere fino al 2014, quando il Pil dovrebbe registrare una crescita dello 0,8%. Nelle previsioni di primavera comunicate lo scorso maggio la Commissione europea si attendeva un calo del Pil italiano dell’1,5% per il 2013 e un -0,3 per cento per l’anno prossimo.

 Per quanto riguarda invece il debito pubblico, secondo le stime in arrivo da Bruxelles, è destinato a lievitare nel 2012 al 126,5% del Pil, e toccherà il 127,6% l’anno prossimo. E non arrivano buone nuove per l’Italia nemmeno sul fronte disoccupazione: nel 2012 il tasso salirà al 10,6% e all’11,5% nel 2013.