La teoria dei rischi collettivi, che parte dall’assunto che tanti sono gli incidenti registrati in un anno, quanti sono quelli che probabilmente si ripeteranno l’anno successivo, è alla base dei rincari dei premi assicurativi. Spieghiamo un po’ meglio perché, anche se non si fanno incidenti, si è costretti a pagare qualcosa in più.

I rincari nelle assicurazioni sono all’ordine dell’anno. Infatti, per una sorta di principio di mutua assistenza, anche se non si è stati coinvolti in alcun sinistro e anche se la classe assicurativa migliora, è probabile che ci si trovi qualche euro in più da pagare. Ciò accade perché annualmente le assicurazioni pagano per gli incidentati e versano loro più di quanto abbiano ricevuto. Il disavanzo, in un certo senso, viene ripartito tra tutti gli assicurati. Per non avere rincari, quindi, dovrebbero diminuire gli incidenti.

Non finisce qui. A livello economico esiste una regola per il calcolo della probabilità dell’evento assicurativo. Vediamo come funziona: l’assicuratore deve fissare il premio e ripartire tra gli assicurati anche i costi di gestione dei rischi, le coperture per i sinistri e il suo profitto. Quel che valuta è la frequenza degli incidenti, che è intimamente legata alla probabilità che si verifichino di nuovo nello stesso numero. Da qui nasce la cosiddetta teoria dei rischi collettivi, molto vicina al funzionamento del gioco d’azzardo. Ecco spiegato in poche parole, il punto di partenza dei rincari nel settore RC auto.