Chi vuole investire i propri risparmi in fondi comuni d’investimento oppure in Sicav: può scegliere tra l’acquisto in un’unica soluzione – il cosidetto Pic, piano per contanti -, o il versamento a rate periodiche – detto anche Pac, che sta per piano di accumulo. La prima soluzione viene scelta se si ha già un capitale cospicuo da investire e obiettivi ed idee chiare, mentre la seconda interessa soprattutto chi non dispone di capitali subito ma intende accumularli un po’ alla volta risparmiando, per investire il tutto in un mercato finanziario: azioni, obbligazioni, materie prime

Chi sceglie quest’ultima soluzione, dopo aver fatto questo primo passo deve fronteggiare altre decisioni:

1) scegliere il fondo – azionario, obbligazionario, blue chip, mercati emergenti… – ;

2) la tempistica del versamento – mensile, trimestrale… -;

3) l’importo di ogni rata;

4) la durata del Pac (3-5-10 anni…).

Quando si sta valutando un investimento di questo genere, bisogna ovviamente valutare il costo che ci viene addebitato per questo prodotto. Chi vi vende un Pac deve consegnarvi dei prospetti informativi in cui deve essere presente Il Total Expense Ratio (TER) passato del prodotto – che rappresenta un valore percentuale che racchiude in un solo indice tutti i costi che il risparmiatore dovrà pagare per questo investimento. Questo valore si attesta intorno allo 0,2% per gli Etf, mentre si può superare il 3% per Sicav e fondi comuni acquistati in una sola soluzione. A questi costi bisogna aggiungere quelli che il vostro gestore vi farà pagare per l’acquisto a rate di prodotti finanziari. A volte sono nulli, ma più spesso possono raddoppiare i costi…

Allora quando ricorrere ai Pac?

a) Se non abbiamo i capitali per acquistare un fondo/Sicav in una sola soluzione;

b) se intendiamo investire in un mercato volatile come quello azionario. L’acquisto a rate permette di mediare il prezzo medio di acquisto delle quote del fondo;

c) se intendiamo effettuare degli investimenti a medio/lungo termine.

Diverse simulazioni mostrano che un investimento in Pac negli ultimi 5 anni ha permesso di realizzare – nei settori a maggior rischio - perfomance migliori rispetto a chi ha scelto un Pic. Il miglior rendimento potrebbe essere vanificato dai maggiori costi che potrebbe prevedere un Pac. Su un investimento di 10.000 euro quinquennale con un rendimento medio del 5% all’anno se il Ter è del 2-3% se ne vanno in commissioni ed altri costi tra i 2.500 ed i 3.000 euro

photo credit: 1la via photopin cc