Gli italiani che possiedono dei depositi di titoli in cui tempo fa hanno deciso di investire i risparmi, sappiano che qualcosa sta cambiando relativamente all’imposta di bollo. L’imposta di bollo relativa ai depositi di titoli varia sulla base del rendimento di quest’ultimi. Per esempio se il saldo dei depositi è pari a zero, l’imposta di bollo per le comunicazioni non deve essere corrisposta. Su questo punto il chiarimento arriva dall’Erario.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare 46/E per rispondere ad una serie di domande relative al settore finanziario e bancario, entrambi interessati dalle modifiche del Decreto legge numero 98 del 2011.

Per prima cosa si precisa che le agenzie di intermediazione mobiliare devono applicare l’imposta di bollo per le comunicazioni sui depositi di titoli fatta eccezione per i rapporti finanziari finalizzati alla custodia o all’amministrazione dei titoli.

Se il saldo del deposito è pari a zero, come indicato nel documento di chiusura del rendiconto, allora anche l’imposta di bollo sulle comunicazioni sarà pari a zero, nel senso che non può essere applicata.

La data di emissione delle comunicazioni deve coincidere con quella di chiusura del rendiconto. Si precisa inoltre che l’imposta di bollo varierà sulla base del valore dei titoli depositati: maggiore è il valore del deposito, maggiore sarà l’imposta pagata.