Dopo 70 anni finalmente il via libera per i lavori di restauro dell’Anfiteatro Flavio, per i più Colosseo, è arrivato. Infatti il consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Codacons.

Vicenda come sempre all’italiana. Il restauro avrà un costo di circa 25 milioni di €, e viste le tristi casse statali si è avviata la ricerca di uno sponsor, in grado di sostenere se non tutta, almeno la gran parte dell’operazione.

A farsi avanti come salvatore del più importante monumento italiano, il gruppo dei Della Valle con il marchio Tod’s che grazie a questo magnanimo intervento, potrà godere per 15 anni i diritti di sfruttamento del logo.

A guardarla da fuori, la vicenda pare non avere nessuna falla: il Colosseo ha bisogno di un restauro, i soldi mancano, Tod’s è il benefattore che può finanziare l’operazione e ovviamente in cambio chiede qualcosa. Diritti di immagine e sponsorizzazioni. Fino qui tutto va bene.

A rompere le uova nel paniere ci pensa Codacons, che fa due conti del reale e inestimabile valore del Colosseo, divide il valore per 15 anni di sfruttamento del logo e di sponsorizzazione dal primo giorno di lavori, e il risultato è “mi dispiace ma Tod’s ci deve dare più soldi”.

E inizia una guerra tra chi accetta i soldi, e chi valutava la somma insufficiente, Codacons.

Risultato? Si è perso un ulteriore anno, e i lavori del “restauro griffato” comunque si faranno con i soldi dei Della Valle che così si garantiranno lo sfruttamento del logo del monumento italiano più visitato.

La vicenda finì sui banchi del tribunale, come succede quasi sempre in Italia quando di mezzo ci sono politica-soldi-imprenditori. E come succede spesso, l’associazione non ha potuto far valere le sue ragioni contro il trio delle meraviglie (politica-soldi-imprenditori).

Ora io vorrei domandare a Codacons: sapendo già dall’inizio della battaglia legale chi ne sarebbe uscito iridato e chi con le ossa rotte, perchè non si concentrano gli sforzi sulla ricerca quotidiana di sponsor “benefattori”, in grado di poter supportare gli interventi per la tutela del nostro “petrolio” ovvero il patrimonio artistico, con iniziative simili a queste? Invece di fare la guerra di Don Chisciotte!!!!

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