Caldo e siccità stanno causando danni forse irreparabili per molte delle coltivazioni agricole italiane. Non solo nel sud Italia. Ne è convinta Coldiretti che ha fatto sapere che siamo di fronte alla più grave siccità degli ultimi 10 anni
Uno stato di emergenza che ha spinto i responsabili a chiedere la dichiarazione dello stato di calamità per l’agricoltura in molte regioni. Colpa di un “bel tempo” e della mancanza di pioggia e temporali che ha fatto registrare il 30 per cento di pioggia in meno nel nord Italia.
“Le precipitazioni aiutano a combattere gli incendi e dove non sono avvenute in modo violento sono importanti per la vendemmia, ma – sostiene la Coldiretti – arrivano troppo tardi per salvare le altre coltivazioni che hanno subito tagli della produzioni che a livello nazionale vanno dal -20 per cento per il pomodoro al 30 per cento per il mais fino al 40 per cento per la soia, ma forti riduzioni sono previste per la barbabietola da zucchero con quasi il dimezzamento della produzione nelle regioni del Nord e per il girasole (-20 per cento). Perdite produttive che insieme ai cali determinati dal caldo sulla produzione di latte (-15 per cento) e sugli altri animali in allevamento hanno provocato danni all’agricoltura italiana che – stima la Coldiretti – si avvicinano ormai al miliardo di euro”.

A preoccupare adesso sono anche i temporali violenti che rischiano di aggravare il conto dei danni poichè la pioggia per essere utile – conclude la Coldiretti – deve cadere in modo costante e leggero mentre i forti temporali soprattutto se accompagnati da grandine provocano gravi danni alle colture.