3500 euro di spese e tasse in più rispetto al 2012.
Sono questi eloquenti numeri che hanno spinto Codacons a indire per il prossimo 19 settembre lo sciopero della spesa.
Invito esteso anche ai commercianti di abbassare le saracinesche contro la speculazione.

Si va quindi verso un nuovo sciopero della spesa, al fine di protestare contro il caro-vita oramai insostenibile, i prezzi in costante crescita, le speculazioni sulle spalle dei consumatori e le elevatissime tasse che impoveriscono sempre piu’ le famiglie italiane.
Il Codacons, capogruppo di una folta serie di associazioni che hanno aderito alla proposta, ha invitato gli automobilisti a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,80 euro.

“L’indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano promozioni e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite attraverso una riduzione delle vendite”.

Ai consumatori non resta che organizzarsi da soli – spiega il Codacons. “I cittadini sono fuori dell’agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare; nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”.

L’associazione dei consumatori ha avuto parole dure anche relativamente alle liberalizzazioni: “Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’RC Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro”.
A fine anno la spesa tra maggiori tasse e aumento del costo della vita per famiglia ammonterà a circa 3500 euro in più rispetto all’anno scorso. Dato che si rafffronta ad un vero e proprio crollo dei consumi.