La spietata legge della domanda e dell’offerta. In Italia si beve meno Coca Cola di un tempo a causa della crisi: secondo la Flai Cgil si tratta di 40 milioni di casse di bottiglie perse. E così si finisce col ridurre l’offerta, chiudendo lo stabilimento di Gaglianico, nel Biellese, dove se ne producono 30 milioni. Si prevede la chiusura il prossimo 28 febbraio.

La notizia è arrivata da Coca Cola Hbc, la società greca che produce e commercializza i marchi di The Coca Cola Company - e quindi oltre alla bevanda con le bollicine Sprite, Fanta… -  nel nostro Paese durante un incontro con i sindacati nella sede dell’Unione industriale di Biella convocato dopo l’annuncio della settimana scorsa.

L’azienda fa sapere che “non c’è nessuna volontà di lasciare l’Italia, e l’unica chiusura prevista è quella di Gaglianico, ma siamo disponibili a un confronto con i sindacati per mettere in campo tutte le forme possibili di tutela sociale dei lavoratori”. Resteranno quindi aperti e operativi gli altri tre impianti, a Verona, in Abruzzo e a Caserta.

Nella fabbrica alle porte di Biella lavorano 90 persone – un anno fa era già stato gestito un esubero di una trentina di dipendenti perché alcune funzioni erano state esternalizzate.
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