In Italia non c’è abbastanza lavoro per tutti. La disoccupazione aumenta e anche i salari, rispetto ai nostri omologhi europei, sono davvero ai livelli minimi. Non si tratta di una congettura messa in atto per dare una spinta alla riforma del lavoro ma di una relazione dell’Ocse. 

L’Ocse ha redatto un altro rapporto sui salari dei lavoratori in Europa ed ha dimostrato che l’Italia è ancora molto indietro. Su 34 paesi membri dell’Organizzazione, il nostro paese è soltanto 23esimo, dietro le maggiori nazioni dell’Eurozona, dietro Spagna e Irlanda.

L’Ocse non si è preoccupato di spiegare chi lavora di più in Europa, ha soltanto fatto una fotografia della situazione reddituale dei cittadini. Restando in Italia scopriamo che nel 2011, il salario netto medio di una persona senza famiglia, quindi di un single senza figli a carico, è stata di circa 25.160 dollari che equivalgono a 19.147 euro. La media è 20.632 euro.

Spagna, Francia, Irlanda, Germania e Gran Bretagna si allontanano dalla media salariale europea ma in positivo, nel senso che in questi paesi, mediamente si guadagna più che nel resto dell’Ocse.

In Italia, in più, con gli stipendi in calo, cresce anche il peso del fisco sui salari. Il cuneo fiscale è passato dal 47,2% del 2010 al 47,6% del 2011. Le tasse sono aumentate, in un anno fiscale, di 0,7 punti percentuali.