Dopo JPMorgan, anche Citi batte le attese. Citigroup ha annunciato che a causa di 4,7 miliardi di svalutazioni il terzo trimestre si è chiuso con un crollo degli utili a 468 milioni di dollari, l’88% in meno rispetto ai 3,77 miliardi di un anno fa. Il risultato per azione al netto delle componenti straordinarie si è attestato a 1,06 dollari, il 26% in più rispetto ad un anno prima.

Andamento simile anche per il fatturato, sceso del 33% a 13,95 miliardi di dollari in versione completa e cresciuto del 3% a 19,4 miliardi nel caso della versione “depurata” delle componenti straordinarie.

Entrambi i dati sono risultati migliori delle attese: nel primo caso gli analisti avevano previsto un utile per azione di 97 centesimi mentre nel secondo il consenso era per un fatturato di 18,75 miliardi.

A pochi minuti dall’apertura dei listini a Wall Street il future sul Dow quota in rialzo dello 0,45%, quello sullo S&P dello 0,4% mentre il derivato sul Nasdaq sale di mezzo punto percentuale. +2,2% invece per il titolo Citigroup che si porta a 35,5 dollari.

Per quanto riguarda il comparto finanziario statunitense, domani sarà la volta dei numeri di Goldman Sachs, mercoledì toccherà a Bank of America, BlackRock  e American Express, e giovedì è prevista la pubblicazione della trimestrale di Morgan Stanley.