L’Agenzia delle Entrateha deciso di rispondere all’invito della Corte dei Conti e controllare il comportamento degli intermediari che si trovino in un potenziale conflitto di interessi. I risultati delle prime verifiche effettuate mostrano un ampio ricorso a cambi di firma ed altri raggiri per il cinque e otto per mille: i 5.603 controlli effettuati nel 2014 hanno rivelato irregolarità su cinquecento dichiarazioni dei redditi.

Un dato che va abbinato fatto che nelle dichiarazioni dei redditi dal 2006 in poi sono aumentate le scelte del cinque per mille effettuate da contribuenti assistiti da certi Caf a favore delle associazioni collegate a questi centri di assistenza fiscale. Spesso le scelte fatte da questi contribuenti rappresentano una fetta molto consistente – o la quasi totalità – delle scelte complessive a favore dei beneficiari collegati.

I risultati relativi al cinque e otto per mille non stupiscono l’Uaar. L’unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha raccolto decine di segnalazioni con destinatari “distratti” da altre confessioni, firme cambiate e campagne per dirottare scelte verso l’universo della chiesa cattolica. Come spiega il segretario dell’Uaar Raffaele Carcano: “è scandaloso. Noi da anni riceviamo denunce del genere, ma avere ora la conferma ufficiale che si tratta di un vero e proprio sistema non ci fa piacere“. E così continua “facciamo fatica a digerire la notizia che per 207 dichiarazioni il codice fiscale del destinatario del 5 per mille risulta diverso da quello indicato nel modulo cartaceo dal contribuente. E che nell’otto per cento dei casi, le scelte trasmesse in modo errato all’Agenzia delle Entrate sono a favore di associazioni collegate al Caf stesso. Non è reato consigliare un contribuente la destinazione del cinque per mille, ma modificare la sua scelta sì“.

Una delle tante storie a proposito riguarda Anna: “tre anni fa ho chiesto assistenza per la compilazione della mia dichiarazione dei redditi al Caf sotto casa. Come sempre avevo scelto di destinare il mio 8 per mille alla Chiesa valdese. Per cui grande è stata la sorpresa quando sono andata a ritirare la documentazione e ho visto scritto, nero su bianco, che avevo scelto di destinarlo alla Chiesa cattolica. Infuriata ho subito chiamato chiedendo spiegazioni, che non mi hanno fornito. Per fortuna ero ancora nei tempi per modificare la dichiarazione“.