I contadini cinesi tornano all’antico e per salvaguardare le loro terre dalla speculazione edilizia, sottoscrivono un patto di sangue.

Siamo nel villaggio di Chiyou, nell’Hunan, dove il governo cinese in nome della crescita della Repubblica Popolare Cinese, espropria le terre dei contadini per destinarle alla speculazione immobiliare. Qui i proprietari terrieri, per poche migliaia di Yuan, danno in pasto ai potenti  immobiliari, i loro appezzamenti di terreni, senza che i legittimi usufruttuari ne diano un regolare permesso.

Gli esasperati contadini, stanchi dei continui raggiri burocratici, han deciso di rimetter mano ai patti feudali, per arginare l’ingiusta oppressione del dio danaro che arma la mano dei vili immobiliari senza scrupoli. E così un centinaio di agricoltori, ha deciso di firmare un patto di morte. Un regolare documento in formato A4, stampato a computer, è stato sottoscritto con il sangue dai contraenti, per tutelare tutti i piccoli proprietari al cospetto di governanti corrotti e immobiliari senza scrupoli.

Il documento sancisce, che in caso di morte di uno dei contraenti del documento durante la legittima difesa del proprio terreno per mano della scura speculativa, verrà ricompensata la famiglia con tributo di “grande sepoltura”. Mentre nel caso di arresto o ferimento durante la difesa del proprio diritto, venga riconosciuta una indennità mensile di circa seimila yuan, 700 euro, per tutta la durata del carcere o della infermità.

La decisione è arrivata dopo la morte del contadino Zhang Ruqiong, avvenuta in Aprile, per mano dei bulldozer di una impresa costruttrice, mentre il contadino difendeva le sue terre e i suoi pochi averi dall’avanzata della speculazione edilizia.

Il problema della speculazione edilizia, è un cancro cinese: secondo l’economista Wu Jinglian, sono circa 4 miliardi di euro le somme incassate dai governanti cinesi grazie agli espropri selvaggi di terreni agricoli, per poi rivenderli a costruttori privati. Soldi poi finiti per lo più, nelle tasche degli stessi governanti.

Porre rimedio a questo sistema di bustarelle e tangenti, pare ormai una chimera, in quanto dietro alle operazioni immobiliari ci sono banche, fette di partito comunista e potenti investitori, tutti pronti a battagliare in caso di dietro front da parte del governo di Pechino.

La morte della tradizione cinese, il suo passato, la sua storia, è in mano al dio danaro.

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