La People’s Bank of China ha deciso di aumentare la banda di oscillazione della divisa cinese rispetto al dollaro statunitense. A partire da oggi sarà di +1%/-1% rispetto al +0,5%/-0,5% precedente. La mossa è stata accolta con favore dagli Stati Uniti che da tempo spingono verso un più veloce apprezzamento della valuta cinese.

Lagarde (Fmi): passo importante per aumentare flessibilità della valuta cinese

Il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, ha dichiarato che “accoglie con favore questo importante passo compiuto dalla People’s Bank of China ad aumentare la flessibilità della valuta. Questo sottolinea l’impegno della Cina per riequilibrare la sua economia verso il consumo interno e permettere alle forze di mercato di svolgere un ruolo maggiore nel determinare il livello del tasso di cambio”.

Oggi lo yuan ha mostrato però un andamento discendente complici le tensioni sui mercati circa la crisi del debito europea che ha pesato in generale sulle principali valute emergenti. In chiusura lo yuan ha ceduto lo 0,2 per cento a quota 6,3130 dopo essere arrivato a cedere lo 0,35%. “La decisione di allargare la fascia di oscillazione dello yuan va inserita nel contesto di un percorso che va nella direzione della libera fluttuazione della valuta cinese”, commenta oggi Asmara Jamaleh di Intesa Sanpaolo. Una lettura più “contingente” porta anche a interpretare questa mossa come un modo per dare allo yuan maggiore possibilità di indebolirsi, seppure provvisoriamente, in una fase dove le incertezze sulla crescita globale destano preoccupazioni per l’economia cinese.