La banca centrale cinese, ha inaspettatamente tagliato dello 0,25% il tasso di riferimento sui depositi e il tasso sui prestiti portandoli rispettivamente al 3,25% e al 6,31 per cento. La Cina non interveniva al ribasso sui tassi d’interesse dal 2008, in scia al crack di Lehman Brothers. La notizia del taglio ai tassi d’interesse è stata diffusa dalla People’s Bank of China (Pboc) attraverso una nota pubblicata sul suo sito internet e la decisione sarà effettiva da domani.

Pechino reagisce alla frenata dell’economia globale

La decisione di Pechino rispecchia la preoccupazione delle autorità cinesi per un possibile hard landing (atterraggio duro) dell’economia colpita dal rallentamento globale. Nei primi tre mesi del 2012 la Cina è cresciuta a un tasso dell’8,1% appena al di sopra della soglia dell’8% che Pechino considera necessaria per assorbire almeno i nuovi entranti sul mercato del lavoro. Si tratta di un tasso di crescita nettamente inferiore a quelli del recente passato, quando si erano attestati costantemente al di sopra del 10 per cento.

I dati di aprile relativi alla produzione industriale hanno inoltre segnalato una frenata al +9,3% dal +11,9% del mese precedente; e anche i dati più recenti tra i direttori d’acquisto delle imprese non hanno fatto altro che confermare il momento non brillante di tutto il comparto manifatturiero d’Oltremuraglia.

In risposta alla decisione a sorpresa di Pechino le Borse europee hanno virato verso l’alto. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib si è portato sui massimi di seduta, arrivando a sfiorare un rialzo dell’1per cento.