Inizia con il piede giusto la prima settimana di dicembre, un’ottava che si preannuncia chiave per le importanti indicazioni macro e gli annunci di politica monetaria in agenda. I riscontri positivi sono arrivati questa mattina dalla Cina, dove gli ultimi dati economici mostrerebbero una potenziale ripresa dell’attività manifatturiera cinese e un chiaro segnale di svolta positivo per la seconda economia mondiale.

A novembre l’indice PMI (Manufacturing Purchasing Managers), calcolato da HSBC, ha registrato un lieve miglioramento, passando a quota 50,5 dai 50,4 punti della lettura preliminare. Il dato è migliore dei 49,5 punti di ottobre e si tratta della prima risalita dopo 13 mesi sopra la soglia dei 50 punti che rappresentano il livello di divisione tra contrazione ed espansione dell’attività.  ”Il dato finale di novembre – ha dichiarato Hongbin Qu, capo economista di Hsbc, conferma che l’economia cinese prosegue la sua graduale ripresa. Ci attendiamo che il prodotto interno lordo intorno all’8% nell’ultimo trimestre dell’anno”. La stima flash sul Pmi manifatturiero verrà comunicata il prossimo 14 dicembre, e quella sarà l’occasione per vedere se ci sarà un ulteriore miglioramento dell’attività manifatturiera del Paese asiatico.

Da una sponda all’altra dell’Atlantico la reazione dei mercati finanziari di fronte a questi dati è stata divergente. In Giappone l’indice Nikkei ha terminato gli scambi poco sopra la parità (+0,13% a 9.458,18), mentre lo Shanghai Composite ha iniziato la settimana in territorio negativo. A fine giornata la Borsa cinese ha raggiunto i 1.959,77 punti, in calo dell’1,03%. Chiusura in rosso per Hong Kong, dove l’indice di riferimento Hang Seng ha tagliato il traguardo in contrazione dell’1,19% a 21.767,85 punti.