Nonostante le forti prospettive di crescita, la Cina appare meno appetibile per alcune imprese europee. Più di 1 impresa europea su 5 presente in Cina (il 22%) pensa di spostare i propri investimenti da questo Paese verso altri mercati emergenti a causa della mancanza di riforme e dell’aumento dei costi. Lo rivela lo studio Business Confidence diffuso oggi dalla Camera di Commercio europea in Cina, insieme a Roland Berger Strategy Consultants.

“La Cina – si legge nella ricerca condotta su 557 società – diventa un mercato strategico sempre più importante per le imprese europee, ma una parte significativa di queste potrebbe spostare i propri investimenti verso altri mercati a causa dell’aumento dei costi e delle mancate opportunità dovute alle barriere di accesso al mercato”. Il mercato cinese, infatti, non riflette gli sviluppi economici corrispondenti nel quadro normativo, che continua ad essere percepito come discriminatorio nei confronti delle imprese straniere.

A causa delle barriere normative che ostacolano l’accesso al mercato, il 48% delle imprese europee sostiene stia perdendo opportunità di business e il 64% di queste stima che questo fattore pesi in termini di valore sul 10-50% del fatturato. “La mancanza di riforme – commenta Davide Cucino, presidente della Camera di commercio europea in Cina – è preoccupante e ha un impatto sproporzionato sul business di queste società estere”.