La Cina sta accusando un periodo di stallo, che ha inferto una battuta d’arresto all’economia del paese. Il Giappone è reduce dal disastro nucleare di Fukujima che ha imposto una revisione accurata della politica energetica dell’arcipelago.

Le Borse Asiatiche, quindi, hanno davvero diversi problemi cui far fronte ma sono intimamente legati alle sorti dell’America.

Come abbiamo avuto modo d’illustrare, la Cina ha avanzato delle richieste precise agli USA. Siccome detiene la maggior parte dei titoli di stato americani, accusa l’America di non fare nulla per garantire la stabilità di questi titoli.

Le dichiarazioni degli economisti e dei politici cinesi, rendono ancora meno stabile il sistema finanziario del Nuovo Continente, dove il declassamento imposto dall’agenzia di rating S&P’s non dà certo una mano a Casa Bianca e Congresso.

Da Pechino s’invoca una riforma economica strutturale ma si auspica anche l’introduzione di una moneta unica che stabilizzi l’altalena dei listini.

Intanto il Giappone ha acquistato 50 miliardi di dollari nel mercato aperto, al fine di deprezzare lo yen, il cui valore sta affossando la ripresa economica del paese. L’obiettivo del Giappone, infatti è mettere in piedi una manovra per deprezzare la moneta locale e favorire gli investimenti.

Cina, Giappone e USA sono sempre più legati dal punto di vista economico e politico.