E’ partito il diciottesimo congresso del Partito Popolare cinese, che durerà fino a giovedì prossimo e porterà alla sostituzione dei vertici politici del Paese. Al presidente della repubblica Hu Jintao è infatti pronto a succedere Xi Jinping, mentre al posto di Wen Jiabao il premier diventerà Li Keqiang, appartenente all’aristocrazia del Politburo. Figlio di un funzionario di Mao, poi finito nelle purghe del presidente, è un protetto dell’ex presidente Jiang Zemin che ne ha favorito la carriera politica.

Nessuna intenzione manifestata da Hu di un cambio di modello politico: la Cina resterà guidata dal partito unico. “Non copieremo mai i sistemi politici occidentali”, ha detto il presidente uscente. “Noi dobbiamo continuare i nostri sforzi, attivamente e con prudenza,rafforzando il sistema politico socialista per perseguire la riforma della struttura politica ed estendere la democrazia popolare”.

Contestato duramente il reato di corruzione: “Se non affrontiamo subito il problema, potrebbe portare alla crisi del partito e anche al crollo dello Stato”, ha ammonito Hu.

Resi noti infine i target economici per la Cina nel prossimo decennio. Tra gli obbiettivi, il raggiungimento di un nuovo modello di sviluppo che superi quello statalista e orientato all’esportazione che finora ha prevalso nel colosso asiatico.