L’Osservatorio Cig della Cgil ha elaborato i dati sulla cassa integrazione forniti dall’INPS e ha spiegato quali sono i costi della crisi economica per i lavoratori che hanno una posizione “precaria”. 3 miliardi e 650 milioni è l’ammontare del taglio degli stipendi per il 2011, un periodo in cui soltanto 4 milioni di lavoratori hanno fatto accesso agli ammortizzatori sociali. Ecco come spiega i numeri la Cigl che ha elaborato i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

In cassa integrazione a zero ore, nel 2011 ci sono finiti circa mezzo milione di lavoratori. Ciò che non è stato dato ai lavoratori in cassa integrazione, equivale, in termini generali, ad un “risparmio a monte” pari a 3 miliardi e 650 milioni.

Nel 2011, quindi le ore di cassa integrazione registrate sono 950 milioni e rispetto al 2010 si tratta di un indice in calo. Soltanto l’anno prima, infatti, si era raggiunta la cifra record di 1,2 miliardi di ore. Ma se c’è stato questo calo vuol dire anche che c’è stata una leggera ripresa dell’economia nostrana.

Non proprio, anzi, non è affatto così. La riduzione delle ore di cassa integrazione infatti, non è legata ad uno scenario di ripresa ma piuttosto ad un passaggio dei lavoratori dalla cassa integrazione allo stato di disoccupazione.

Il settore maggiormente colpito è quello industriale.