La morsa della crisi sembra non allentare la presa e in molti investitori cresce la sfiducia anche nelle attvità finanziarie tradizionalmente considerate sicure. Quali contromosse possono essere adottate per investire con profitto i propri risparmi? Risponde Luca Trabattoni, Responsabile per l’Italia e il Mediterraneo di UBP Asset Management, in un commento che pubblichiamo di seguito.

Tra obbligazioni governative, oro e franco svizzero

La crisi spinge gli investitori a cercare rifugi sicuri, ossia classi di attivi che preservino il capitale. Oggi ci si accorge che alcuni attivi, considerati solitamente “tranquilli”, stanno diventando più rischiosi.

Per esempio, il profilo di rischio/rendimento delle obbligazioni governative è notevolmente cambiato e, ai nostri occhi, appare oggi ben poco interessante. Le banche centrali mantengono i rendimenti artificialmente bassi e i tassi d’interesse reali negativi non sono sostenibili nel lungo termine.

 Un altro tradizionale bene rifugio, che ha  però mutato il proprio comportamento, è il franco svizzero: lo scorso mese di settembre la Banca Nazionale Svizzera ha imposto una soglia minima del cambio dopo la forte avanzata nei confronti dell’euro, provocando un immediato deprezzamento del 9%. Anche senza l’ipotesi di una significativa rivalutazione del franco, la Svizzera rimane un’oasi di stabilità economica e politica se confrontata con il resto dell’Europa.

L’oro è il bene rifugio per eccellenza. Si è difeso in scenari inflazionistici e deflazionistici e rappresenta una riserva di valore in un’epoca in cui le valute a corso forzoso si stanno deprezzando. Tuttavia, come abbiamo visto nel 2012, neppure l’oro è immune dalla volatilità nel breve termine.

Proprio mentre alcuni beni rifugio tradizionali stanno diventando meno affidabili, classi di asset considerate storicamente come più rischiose appaiono più sicure. Le obbligazioni governative dei mercati emergenti sembrano ora navigare in acque più tranquille di quelle dei paesi sviluppati: nel medio termine dovrebbero essere sostenute da una crescita più rapida e dall’apprezzamento delle valute e offrire un rendimento interessante, mentre il rapporto tra debito pubblico e Pil di questi paesi sta diminuendo, al contrario di ciò che avviene in Occidente.

Per quanto riguarda le azioni, alcune aziende di qualità offrono ora rendimenti e rating che erano prima appannaggio dei mercati obbligazionari. Gli investitori possono cercare una relativa sicurezza nei dividendi di un portafoglio attentamente selezionato e tutelarsi contro il rischio di perdite sul capitale. I rifugi sicuri esistono ancora, talvolta dove meno ci si aspetta.