Proseguono contrastati gli indici statunitensi nonostante il deciso rialzo degli indici europei. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,23%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,46% e l’S&P 500 un -0,06%. In rialzo le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,33%, il Dax di Francoforte a +1,25%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un +1,37%. Gli investitori risentono positivamente delle notizie provenienti dalla Grecia. La Bce dovrebbe aver terminato lo swap del debito ellenico detenuto presso l’Istituto di Francoforte. La decisione evita così che la Bce accetti un haircut sui titoli in portafoglio in vista anche dell’accordo tra il governo greco e i creditori privati. Ormai gli operatori scontano che lunedì venga deliberato il pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro e che ci sia una decisione definitiva sul Psi (Private sector involvment). Il 21 febbraio sarà infatti votata in parlamento il cosiddetto (CACs), ovvero le clausole di azione collettiva che obbligherà a partecipare allo swap chi non ha aderito. Anche una fonte tedesca ha confermato la possibilità di un’unica votazione per entrambi gli emendamenti. Inoltre l’azione della Bce fa presumere che siamo vicini a una soluzione dell’intera vicenda. Lunedì tutti i mercati Usa saranno chiusi per il President’s Day.

Italia: Enel ancora in rosso, vola Finmeccanica (+15,9%)

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +1,08% a 16.547 punti. Forte rialzo per Finmeccanica (+15,9%) dopo la commessa vinta in Israele. Buono spunto di Fiat (+4,67%). Bene tutti i bancari. Ancora in calo Enel (-1,36%) dopo la bocciatura di Ubs, Barclays e Cheuvreux, che vanno ad aggiungersi a quella di JP Morgan di ieri. Si teme che il rialzo dei prezzi sulle bollette non riesca a fronteggiare il calo della domanda di energia elettrica, con un impatto sui ricavi per 500 milioni di euro.

Valute: Euro/dollaro respinge primo test 1,3200

Tra le valute, prosegue anche oggi il rimbalzo per l’euro/dollaro sulla scia delle notizie sulla Grecia. La moneta unica dopo l’escursione sotto 1,30 di ieri, ha ripreso rapidamente quota e dopo aver tentato un primo test a 1,32, ritraccia ora a 1,3150. Il supporto odierno si colloca 1,3120, mentre la resistenza passa per 1,3230. Prosegue a piccoli passi l’apprezzamento del biglietto verde contro lo yen in scia al miglioramento del sentiment generale del mercato. Sul cambio agisce ancora la decisione della Banca centrale giapponese (BoJ), che in settimana ha deciso di immettere 10 mila miliardi di yen in circolazione sul mercato. Il cross sta testando ora la resistenza collocata a 79,40. Una rottura di questo livello apre lo spazio a 80,00. In quest’area è lecito attendersi che il cambio potrebbe prendere fiato prima di riprendere il trend rialzista. Il supporto principale passa per 78,50.

Macro: dati Usa poco sotto le attese

Sul fronte macro, il superindice Usa di gennaio è salito dello 0,4% (+0,5% le attese), grazie soprattutto il miglioramento del credito e dei permessi edilizi. Rivisti al rialzo anche i dati di dicembre e novembre, rispettivamente a +0,5% e a +0,3%. Il dato sull’inflazione Usa, sempre a gennaio, si è attestato a +0,2% m/m (+0,3% le attese). Medesima variazione anche per il dato che esclude la componente alimentare ed energia. Il dato tendenziale si è attestato a +2,9% (+3% a dicembre). Questa mattina i dati sui prezzi alla produzione di gennaio in Germania hanno mostrato un rialzo dello 0,6% su base mensile (+0,3% le attese, -0,4% a dicembre) e del 3,4% su base tendenziale (3,2% atteso e 4% a dicembre).  Migliori delle attese le vendite al dettaglio in Gran Bretagna, che a gennaio hanno registrato un rialzo dello 0,9% (-0,2% atteso) rispetto al mese precedente e del 2% rispetto allo stesso periodo del 2011 (+0,6% atteso).

Titoli di Stato: spread Btp-Bund volatile

Sul fronte governativo, forte restringimento dello spread tra il Btp e il Bund nel pomeriggio sulla scia del miglioramento del sentiment globale del mercato.  Il differenziale tra il rendimento del decennale italiano e tedesco è sceso a 366 punti base dai 372 della mattinata.

Commodity: tensioni Iran e propensione al rischio tengono petrolio ai massimi da un mese

Tra le commodity, volatilità per l’oro, con il prezzo spot a 1.720 dollari/oncia. L’oro continua a oscillare all’interno della banda 1.705-1.735 dollari. La fase laterale potrebbe finire la prossima settimana sulla scia della risoluzione della vicenda greca. Prosegue positivo il petrolio, con il cfd sul light crude ora a 103 dollari/barile, dopo aver toccato un massimo a 103,56 dollari. A tenere sostenute le quotazioni dell’oro sono ancora le tensioni in Iran, oltre che la propensione al rischio presente sul mercato.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy