Focus

Virano in positivo gli indici statunitensi a due ore dall’inizio delle contrattazioni dopo i dati macro migliori delle attese. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,17%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,29% e l’S&P 500 è pressoché invariato. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,45%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di -0,27% e il Cac di Parigi di -0,59%. Riducono le perdite gli indici europei nel pomeriggio in scia con l’andamento di Wall Street Gli investitori sono rimasti un po’ delusi dopo il G-20 del week end, dove non ci sono state sorprese. I Paesi del G20 hanno richiesto un maggiore firewall che possa far fronte a crisi sistemiche. Questo aumenta la pressione sull’Eurogruppo di giovedì, quando all’ordine del giorno ci sarà anche l’ammontare dei fondi che l’Esm avrà a disposizione a partire dal prossimo luglio. Intanto questa sera in Germania, il Parlamento dovrà approvare l’emendamento che dà il via libera ai fondi per il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia. In ogni caso proprio la Germania sembra essere il principale ostacolo all’aumento di fondi a sostegno del piano Esm. In settimana ci saranno importanti appuntamenti, a partire dalla Ltro di mercoledì, dove ci attendiamo una richiesta tra i 300 e i 400 miliardi di euro, comunque inferiore a quella di dicembre.

Italia: Ftse Mib chiude sopra i minimi di giornata

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a -1,09% a 16.308 punti. L’indice sembra essersi allontanato dall’area di supporto a 16.170-16.190 punti, oltre la quale si potrebbe avere una perdita di spinta. Forte calo per tutti i bancari dopo la rimozione da parte della Consob del divieto di vendite allo scoperto a partire da questa mattina. Ubi ha chiuso in calo del 6,19% dopo che Deutsche Bank ha tagliato il rating a sell da hold con target price a 3,1 euro. Male anche Monte dei Paschi di Siena (-4,34%) e Banco Popolare (-4,14%). Tra gli industriali frena Finmeccanica (-6,41%) dopo che il Ministro della Difesa indiano ha aperto un’inchiesta sull’appalto tra l’azienda italiana e il governo di Nuova Delhi per la consegna di elicotteri Augusta Westland. Buono spunto per Telecom Italia (+2,77%) dopo i conti di venerdì.

Valute: euro si allontana dai massimi contro dollaro

Tra le valute, si deprezza l’euro/dollaro oggi dopo aver toccato i nuovi massimi dal 5 dicembre scorso in chiusura venerdì (a 1,3487). Il cross oscilla ora intorno a 1,3400, dopo una breve escursione sotto 1,3370, dove si colloca un primo supporto. Un livello successivo passa per 1,3322. Le vendite di euro sono scattate questa notte in scia alle prese di profitto degli operatori dopo il forte rialzo della scorsa settimana. La resistenza più vicina resta 1,3480. Più deciso il ritracciamento del biglietto verde contro lo yen dopo la lunga corsa iniziata ai primi di febbraio culminata con un nuovo massimo in chiusura la scorsa settimana (a 81,67). Il cambio è sceso sino a 80,13 e ha recuperato parzialmente quota dopo i dati Usa migliori delle attese e scambia ora a 80,5. La prima resistenza passa invece per 80,90.

Macro: miglioramento occupazione potrebbe migliorare settore immobiliare

Sul fronte macro, l’indice della vendita delle case in corso è salito del 2% a gennaio rispetto al mese precedente, salendo a 97 punti dai 96,6 di dicembre. Riteniamo che il constante e sensibile miglioramento del mercato del lavoro possa iniziare a manifestare i propri effetti attraverso una ripresa del mercato immobiliare nei prossimi mesi. Il dato evidenzia una certa ripresa del settore immobiliare soprattutto nelle regioni del sud degli Usa. Rialzo oltre le attese per l’indice manifatturiero della Fed di Dallas, che è passato a febbraio a 17,8 punti dai 15,3 di gennaio. Bene la componente della produzione passata a 11,2 da 5,8. Questa mattina i prezzi alla produzione in Francia a gennaio sono saliti del 4,2% su base annua (+4,6% a dicembre e 4,1% le previsioni).  In calo la fiducia delle imprese in Italia a febbraio a 91,5 punti dai 92,1 di gennaio. Nel corso della settimana dagli Usa arriveranno anche altri importanti dati, come la seconda lettura del Pil del 4° trimestre, l’Ism manifatturiero e i dati sugli ordini di beni durevoli.

Titoli di Stato: cresce attesa per asta Btp di domani

Sul fronte governativo, il Tesoro italiano ha emesso titoli per 12,25 miliari di euro, di cui 8,75 con scadenza a 6 mesi. Il tasso su quest’ultimo è stato dell’1,202% (da 1,969% di gennaio). Pressoché stabile a 1,35 il bid-to-cover. Riteniamo che l’asta sia andata molto bene visto il deciso calo dei rendimenti. La curva dei tassi, almeno sulla parte breve, è decisamente migliorata come confermano il continuo calo dei tassi. Si allarga leggermente lo spread tra il Btp e il Bund a 361 punti base, da 358 di questa mattina. Domani sarà la volta dei Btp. Ci attendiamo ancora un calo dei rendimenti, anche se di proporzioni ridotte rispetto alle recenti emissioni.

Commodity: oro, trova rimbalzo a 1.760 dollari/oncia

Tra le commodity, azzera le perdite della mattinata l’oro, con il prezzo spot ritornato a 1.780 dollari/oncia. Il metallo ha rimbalzato sul supporto a 1.760 dollari e la tenuta di questo livello potrebbe segnalare il ritorno delle quotazioni verso i 1.800. Recupera anche il petrolio dopo la debolezza della mattinata e scambia ora a 109,03 dollari/barile. Non escludiamo un ritorno ai massimi di venerdì a 110 dollari/barile. Il supporto passa per 108,60 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy