Focus

Proseguono intorno alla parità gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo il deciso rialzo di ieri e nonostante i dati macro poco convincenti di oggi. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,04%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,14% e l’S&P 500 un -0,06%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -0,48%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,08% e il Cac di Parigi un -0,92%. Alta indecisione sui mercati oggi, con i listini europei che sono passati da una performance positiva di metà seduta (con rialzi intorno all’1%) a un calo in chiusura. Gli indici europei non sembrano riuscire a tenere il passo degli altri indici mondiali. Domani ci saranno dati macro rilevanti (Pil francese e britannico) che potrebbero muovere gli indici. Ancora una volta le attenzioni resteranno incentrate sulle parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. Ci attendiamo che il focus degli investitori nei prossimi giorni sarà il firewall che verrà discusso nel vertice Ue a Copenaghen.

Italia: Ftse Mib, brilla solo Finmeccanica

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,72% a 16.498 punti, rimanendo ancora all’interno della banda 16.200-17.000 punti. Forte rialzo per Finmeccanica (+10,9%) dopo le voci di interesse da parte di Hitachi per le due controllate Ansaldo Breda e Ansaldo Sts (+4%). Tra i bancari, tiene solo Unicredit (+0,1%) dopo i conti in linea con le attese del pomeriggio. Male Monte dei Paschi (-3%). Ancora male Maire Tecnimont (-4,44%). Pesante calo di Stm (-3,84%) dopo la bocciatura di Société Générale a hold da buy.

Valute: dollaro recupera in scia rallentamento mercati

Tra le valute, vira in negativo l’euro/dollaro questo pomeriggio in scia con il rallentamento dei mercati azionari. La moneta unica questa mattina si è spinta sino ai nuovi massimi dal 29 febbraio scorso a 1,3385, livello che non è riuscita a tenere ritornando sotto i livelli della chiusura di ieri a 1,3330. Il supporto passa per 1,3310-1,33 dove transita la media mobile a 50 periodi sul grafico orario. È importante che venga confermata la tenuta di questi livelli affinché si possa sperare in una ripresa dei massimi di fine febbraio. Forte apprezzamento per la divisa statunitense contro lo yen questo pomeriggio, nonostante i dati non particolarmente eccezionali. Il cambio si attesta ora a 83,20, dopo aver toccato un massimo a 83,40. Il supporto si colloca a 82,80 dove passa la media mobile a 50 ore, mentre il livello successivo passa per 82,20-82,00. La rottura definitiva di 83,00 pone come primo livello rialzista a 83,40.

Macro: frena la fiducia dei consumatori Usa a marzo

Sul fronte macro, la fiducia dei consumatori statunitensi a marzo si è attestata a 70,2 punti dai 71,6 di febbraio (dato rivisto al rialzo). La sensazione è che gli effetti positivi derivanti dal miglioramento del mercato del lavoro in Usa vengano compensati dagli effetti negativi dell’aumento dei prezzi dei carburanti che influenza le scelte di consumo delle famiglie. In linea con le attese l’indice dei prezzi delle abitazioni Case-Shiller che a gennaio ha mostrato un calo tendenziale del 3,8% (-4% a dicembre). Questa mattina aveva sorpreso positivamente la fiducia dei consumatori in Francia, salita a marzo a 87 punti dagli 82 di febbraio. Delude invece il corrispondente dato tedesco che ad aprile ha mostrato un lieve calo a 5,9 punti dai 6 di marzo (6,1 le attese). Per domani sono attesi i dati sugli ordini di beni durevoli di febbraio.

Titoli di Stato: domani attese aste Bot fino a 8,5 miliardi di euro

Sul fronte governativo, dopo l’asta odierna sui Ctz e sui Btpei, domani è attesa l’asta Bot a 6 mesi per 8,5 miliardi di euro. Ricordiamo che venerdì scadranno Bot per 8,8 miliardi di euro. Intanto tornano ad abbassarsi i rendimenti sui Treasury Usa dopo i dati macro deludenti di oggi. Questa sera il Tesoro Usa emetterà T-note a 2 anni.

Commodity: oro cede terreno in scia recupero dollaro

Tra le commodity, vira in negativo l’oro in scia al recupero del dollaro. Il metallo giallo si è allontanato dalla resistenza psicologica di 1.700 dollari/oncia, attestandosi ora a 1.685. Modesto recupero del petrolio in scia con la forte decelerazione dei mercati azionari. Il light crude scambia a 107,30 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy