Focus
Proseguono contrastati gli indici statunitensi in una seduta anonima caratterizzata dalla mancanza di dati macro rilevanti. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,2%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,36% e l’S&P 500 un -0,14%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni pressoché invariato (+0,04%), mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di +0,28% e il Cac di Parigi di +0,01%. Gli investitori hanno preferito non prendere posizioni nella seduta odierna e probabilmente aspetteranno i dati macro di domani e l’appuntamento monetario della Federal Reserve per decidere come muoversi. Riteniamo che se la Fed dovesse mostrarsi aperta verso un ulteriore allentamento quantitativo (QE3), questo interesserebbe principalmente il mercato immobiliare che rappresenta attualmente il vero anello debole della ripresa Usa. È appena iniziata a Bruxelles la riunione dell’Eurogruppo, dove i ministri delle finanze dell’area euro daranno il via libera agli aiuti alla Grecia. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker ha dichiarato di aspettarsi che la Spagna rispetterà l’obiettivo sul deficit/Pil per il 2013.

Italia: Ftse Mib, inizio di settimana poco mosso
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,13% a 16.457 punti. In calo quasi tutti i bancari nonostante il tonfo di venerdì in scia alle prese di profitto. Male Monte dei Paschi (-4,96. Tra gli industriali, Fiat sale del 1,34%. Male Campari (-5,81%) nel giorno di presentazione dei conti. Sorprende positivamente Pirelli (+7,23%). Pesante calo per i titoli legati alla famiglia Ligresti. Premafin ha terminato a -8,52%.

Valute: euro/dollaro recuera terreno in chiusura in Europa
Tra le valute, recupera terreno l’euro contro il dollaro nella seduta odierna dopo il calo di venerdì. Il cross nella mattinata sembra aver tenuto l’1,31 e si colloca ora intorno ai massimi di giornata a 1,3150. La rottura di 1,31 potrebbe aprire lo spazio a un calo sotto 1,30, mentre la resistenza resta il livello di 1,3220. Lieve deprezzamento per la divisa statunitense contro lo yen oggi in scia con l’andamento incerto delle borse mondiali e alla chiusura negativa delle borse asiatiche. Gli investitori hanno preferito prendere profitto dopo il forte apprezzamento di venerdì in scia ai dati del comparto occupazionale Usa migliori delle attese. Il cambio si colloca ora a 82,20, prossimo ai minimi di giornata (82,12), dopo aver toccato i nuovi massimi dal 27 aprile, a 82,64 lo scorso venerdì. La resistenza passa per 82,60-82,80, mentre il supporto resta a 81, 80. Riteniamo che se dalle parole del numero uno della Fed dovesse trapelare un ritardo nel QE 3 la divisa statunitense potrebbe riprendere il percorso al rialzo con obiettivo immediato a 83,50.

Macro: da deficit Cina segnali contrastanti
Sul fronte macro, non ci sono dati rilevanti oggi in agenda. In Italia la seconda lettura del Pil del 4° trimestre del 2011 ha mostrato una contrazione dello 0,7% su base trimestrale (in linea con la prima lettura) e dello 0,4% su base annuale (da -0,5% della stima flash). Segnali importanti arrivano dai dati cinesi di sabato, dove si è registrato un deficit commerciale a febbraio di 31,48 miliardi di dollari (dal surplus di 27,28 miliardi di dollari di gennaio). Si tratta del peggior dato degli ultimi 22 anni. Hanno pesato una più forte crescita delle importazioni (+39,6% a/a) rispetto alle esportazioni (+18,4% su base). Se da un lato la ripresa delle importazioni fa ben sperare per un’accelerazione dell’attività industriale, dall’altro, il rallentamento delle esportazioni mostra seri dubbi sulla ripresa globale.

Titoli di Stato: attesa per domani asta Bot da 12 miliardi di euro
Sul fronte governativo, attese oggi le emissioni di Francia e Germania, mentre domani sarà la volta dei Bot per un ammontare massimo intorno ai 12 miliardi di euro. Lo spread tra Btp-Bund continua ad attestarsi a 308 pb dopo aver toccato un massimo a 310 pb questa mattina in seguito ai timori sulla Grecia e sul possibile contagio di Spagna e Portogallo.

Commodity: forte volatilità per il petrolio che recupera livello della mattinata a 106,5 dollari/barile
Tra le commodity, l’oro amplia le perdite di questa mattina, con il prezzo spot in area 1.700 dollari/oncia. Ritorna sui livelli di questa mattina il petrolio a 106,50 dollari/barile, dopo che a metà seduta l’oro nero ha testato 105,50. La resistenza resta a 107,50, mentre si conferma il supporto a 106 e poi 105,50 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy